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1 gennaio 2010

L'ANNO CHE E' STATO

E’ il 31 dicembre e, in attesa del consueto messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, vorrei permettermi di fare un paio di considerazioni su questo 2009 che ci apprestiamo a salutare.

Porre Berlusconi al centro della breve analisi di questi dodici mesi sarebbe fin troppo ovvio, per cui mi concentrerò su avvenimenti e personaggi legati comunque a doppio filo al Premier ed in generale alla politica ed alla società italiana, nel bene e nel male. Legati sì, ma brillanti di luce propria e, pertanto, meritevoli di considerazione.

Un augurio, ed è l’unico che mi sento di fare, a tutti gli italiani onesti. Soprattutto agli italiani in difficoltà che stanno lottando con i denti per mantenere il posto di lavoro. La loro sofferenza, la loro disperazione nei Tg sono diventate, al massimo, notizie di contorno fra un servizio sui regali di Natale ed un altro sul cenone.

Gianfranco Fini. Il 23 novembre scorso scrissi: “Un uomo politico dalle due facce…leader di un partito traghettato dal post-fascismo alla destra laica e democratica, insofferente all’alleanza di governo con un partito xenofobo come la Lega e lontano dalle logiche di sudditanza e totale identificazione con il capo tipiche dei berluscones, da una parte. Compiacente e silente Ministro degli Esteri o Presidente della Camera e firmatario della “legge Bossi-Fini” sull’immigrazione, dall’altro”. Il mio giudizio negativo nei confronti di questa ambigua attitudine non è cambiato. Allo stesso modo, riconosco che, anche fosse solo per un mero tornaconto politico, il Presidente della Camera è stato all’altezza della sua carica istituzionale, molto più del Presidente Napolitano (Berlusconi è ovviamente fuori classifica).

Massimo D’Alema. Il solito baffetto furbetto, sempre disponibile all’inciucio e sempre perdente, comunque vada a finire. Il 14 ottobre si incontrò con Berlusconi e Letta, furtivamente, per rinnovare il Dalemoni che tanti frutti ha sempre dato (a Berlusconi…). Dopo essersi ripreso il controllo del PD(nelle sembianze di Bersani) è stato bocciato come Mr Pesc. Adesso verrà sistemato alla presidenza del Copasir. E chi è più esperto di lui in inciuci, segreti e operazioni sotto banco? Lo scorso 16 ottobre commentai che “D’Alema che fa finta di opporsi al Premier e poi inciucia alla prima occasione, è roba vecchia… Proprio nel momento in cui il Premier sembra essere nuovamente alla frutta, la spalla dell’amico Massimo è pronta a sorreggerlo. Ecco, la triste morale di questa storia è che la democrazia e l’alternanza in Italia non possono esistere: maggioranza ed “opposizione” continuano a spartirsi la torta ed a essere sfacciatamente una cosa sola”.

Marcello Dell’Utri. Le “minchiate” del pentito Spatuzza sarebbero state “smentite” dal mafioso Filippo Graviano. Dunque, vediamo se ho capito bene. Un pentito racconta delle presunte frequentazioni mafiose di Dell’Utri e Berlusconi. Il boss (che, fra l’altro, nega ancora di essere mai appartenuto a Cosa Nostra) non conferma. Tanto basta per la sentenza a reti unificate: innocenti, diffamati! Spatuzza bugiardo, Graviano “uomo che appare cambiato”, come lo stesso senatore siciliano lo definisce. Il rovesciamento della realtà è servito. In quest’Italia è prassi consolidata.

Il Fatto Quotidiano e Filippo Facci. Perché accosteremmo questi due elementi agli antipodi fra loro? Non lo faremmo se non fosse che il giornalista dalla bocca storta, dai capelli tinti coi biondi riflessi non avesse dichiarato “Non ho ancora mai incontrato uno che legge il Fatto e non mi paresse un perfetto cretino”. Uno dei servetti di Arcore più dediti, trombato da Il Giornale all’arrivo di Feltri e passato quindi al secondo organo di Regime su carta stampata, Libero. Adesso piange miseria e prova anche a fare l’indipendente parlando male della Carfagna e denunciando il ridimensionamento della libertà di stampa (intervistato in una puntata di Annozero). Nel contempo, Il Fatto, che non ha padroni e non prende contributi statali, informa senza censure i cittadini. Chi è il “cretino” adesso? Facci…ridere.

Letizia Moratti e Bettino Craxi. Il sindaco di Milano vuole dedicare una via o un parco della città a Craxi per (fra gli altri meravigliosi meriti che è possibile riconoscergli) "la sua politica internazionale illuminata". Secondo me anche la politica economica di Craxi "è stata una politica illuminata"! E' il tangentaro che ha fatto più soldi di tutti!

Buon anno a tutti i cittadini onesti e, citando Salvatore Borsellino, “resistenza, resistenza, resistenza!”
17 giugno 2009

Il sogno di riscoprire la questione morale






6 giugno 2009

PORCELLUM

E' la legge elettorale italiana nº 270 del 21 dicembre 2005, scritta principalmente dal Ministro Roberto Calderoli, che in una intervista a Matrix la definì "una porcata". Di fronte allo stupore del conduttore Mentana, il ministro si giustificò affermando testualmente: "Quando uno fa una porcata e non se ne rende conto è un altro tipo di riscontri rispetto a quando uno lo fa volutamente...". Da quel momento la Legge Calderoli fu denominata Porcellum.
Da Wikipedia: " Fu approvata con i voti della maggioranza parlamentare (principalmente Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani, Lega Nord), senza il consenso dell'opposizione (principalmente Italia dei Valori, Democratici di Sinistra, Margherita, Rifondazione comunista), che l'ha duramente criticata e contrastata. Ha modificato il precedente meccanismo misto, per 3/4 a ripartizione maggioritaria dei seggi, in favore di un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze". In pratica i candidati se li scelgono i partiti e noi li ratifichiamo col voto. Una sorta di pratica plebiscitaria medievale.
Il partito di riferimento del "ministro per le riforme suine", la Lega, sta cercando di boicottare i referendum, fissati per il 21 e il 22 giugno 2009 contemporaneamente ai ballottaggi per le elezioni amministrative locali. Di fatto, la scelta di tali date ha suscitato moltissime polemiche, dal momento che il 6 ed il 7 giugno si vota per l'Europarlamento. Accorpare le due consultazioni in un "election day", come era stato proposto, avrebbe garantito un risparmio di circa 400 milioni di euro che, dati i tempi che corrono, male non fanno. Ma la mossa è chiara: ostacolare il raggiungimento del quorum e, quindi, scongiurare l'abolizione della possibilità per i partiti di unirsi in coalizione. In questo modo, infatti, il premio di maggioranza andrebbe alla singola lista che raccoglie da sola più voti. In soldoni, ad oggi la Lega non conterebbe nulla mentre il PDL avrebbe lo strapotere assoluto. Ma il Carroccio si difende giustificando la scelta di non accorpare il referendum alle altre votazioni con il rischio di confusione da parte dell'elettore o sollevando dubbi di incompatibilità costituzionale. Certo è che, comunque vada, cadremo dalla padella alla brace...se passasse il referendum, infatti, chi non scommetterebbe 1 centesimo sulla tentazione di un ulteriore consolidamento assolutistico del proprio potere da parte del Premier?

 

11 maggio 2009

La crisi è finita, andate in pace.

 I disoccupati pubblici e privati aumentano, la gente non arriva a fine mese, il debito pubblico è alle stelle, le piccole e medie aziende chiudono o fanno i salti mortali per sopravvivere, l'evasione fiscale risale. Ma bisogna "essere ottimisti" e "consumare". Nel frattempo, il 50% aziende italiane quotate in borsa ed il 25% delle banche hanno partecipazioni in società offshore costituite in vari paradisi fiscali...
Ma ci sono fatti ben più gravi di cui preoccuparsi: il Bagaglino ha chiuso i battenti, alcune veline si lamentano della loro esclusione improvvisa dalle liste del pdl per le europee, Veronica e Silvio si separano "per colpa della stampa di sinistra", la febbre suina si diffonde (nonostante le smentite, io sospetto ancora di Calderoli...). Sorridiamo, va tutto bene.




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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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