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8 novembre 2010

Fini e Berlusconi al telefono

Fini e Berlusconi al telefono ieri: "Silvio, dimettiti", "No dai, dimettiti prima tu", "No, l'ho detto prima io, dai...", "E no...dimettiti tu che poi mi dimetto io...", "Facciamo una cosa...dimettiamoci insieme al mio 3...". Bossi intanto dichiara di "aspettare dietro al cespuglio" dove si reca generalmente per defecare...


4 agosto 2010

Misteri d'Italia: Portella della Ginestra - Intervista di Enrico Deaglio a Michael Stern (2006)

Il 1° maggio 1947, nell'immediato dopoguerra, circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, in prevalenza contadini, si riunirono nella vallata di Portella della Ginestra per manifestare contro il latifondismo, a favore dell'occupazione delle terre incolte, e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l'Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 20 aprile di quell'anno .
Il bandito separatista Salvatore Giuliano e la sua banda fecero partire dalle colline circostanti numerose raffiche di mitra che lasciarono sul terreno, secondo le fonti ufficiali, 11 morti (9 adulti e 2 bambini) e 27 feriti, di cui alcuni morirono in seguito per le ferite riportate.
Nel 1949 Giuliano scrisse una lettera ai giornali, in cui affermava lo scopo politico della strage. Questa tesi fu smentita dall'allora ministro degli Interni Mario Scelba. Nel 1950, il bandito Giuliano fu assassinato dal suo luogotenente Gaspare Pisciotta, il quale morì avvelenato in carcere quattro anni più tardi, dopo aver affermato di voler rivelare i nomi dei mandanti della strage.
In questo video, inoltre, il giornalista americano Michael Stern, reporter di guerra durante il secondo conflitto mondiale, parla dei suoi rapporti con Berlusconi, Fini e Tremonti.


24 giugno 2010

Borghezio ci spiega cos'è la Padania

L'11 luglio 1976 viene fermato dalle autorità nei pressi di Ventimiglia e trovato in possesso di una cartolina firmata "Ordine Nuovo" ed indirizzata "al bastardo Luciano Violante" (magistrato allora impegnato in inchieste contro l'eversione di matrice neofascista).

Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire per violenza privata su un minore, venditore ambulante marocchino illegale, trattenuto per un braccio per consegnarlo ai carabinieri.

Nel 1998 fonda i Volontari Verdi, associazione vicina alla Lega Nord passata alla storia per le famose ronde.

Nel luglio 2005 viene condannato in via definitiva dalla Cassazione a due mesi e venti giorni di reclusione, commutati poi in una multa di 3.040 euro, perché responsabile, insieme ad altri sette leghisti, dell'incendio scoppiato nel 2001 presso i pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino.

Nel 2009 è apparso in una videoinchiesta di Canal+ dal titolo "Europa: ascensore per i fascisti". Durante un incontro del movimento nizzardo di estrema destra 'Nissa Rebela', lo si nota mentre si ferma a parlare con alcune persone dando loro dei consigli per conquistare il potere gradualmente, penetrando nelle istituzioni, senza però essere etichettati come fascisti.


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tag: marioborghezioradio24radio2422giugno062010padaniafinileganordlazanzara
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23 aprile 2010

Berlusconi-Fini: cosa ne pensa il cittadino comune?

 Fra Berlusconi e Fini sembra finita. Tutti ne parlano. Politici, giornalisti, analisti vari. Ma cosa ne pensa il cittadino comune la cui opinione, in fin dei conti, dovrebbe essere quella più rilevante per le sorti elettorali dei nostri politici?

 Il blog voglioscendere.it di Travaglio, Gomez e Corrias pubblicava ieri una breve analisi degli scenari che potrebbero aprirsi dopo questa rottura. La conclusione dell’articolo intitolato Il Viet-Nam di Berlusconi, è una previsione netta: Il sentiero nella boscaglia si preannuncia così parecchio pericoloso per il premier. Anche perché a sovrintendere il passaggio delle leggi a Montecitorio sarà ancora Fini.  Che intanto continua a lavorare per creare un suo gruppo. L'ideale per lui sarebbe avere 37 deputati alla Camera, ma contando il Mpa di Lombardo ormai in rotta totale con i berlusconiani in Sicilia, per far cadere o condizionare il governo, ne potrebbero bastare solo 27. La guerra, o meglio la guerriglia, insomma è solo cominciata”.

Sulla base di queste considerazioni, ho affrontato il discorso con due interlocutori, l’uno elettore del centro-destra, l’altro “elettore critico” senza una definita area politica di riferimento. Ecco il contenuto della conversazione avvenuta via e-mail.

 

Elettore di centro-destra: ahahahah! Che sciocchezze. La sciocchezza più grossa è che le elezioni sono andate bene al Pdl per l'assenza di avversari [nell’articolo si parla di “assenza (o quasi) di avversari”, ndr.]. Ma quando? Ma dove? C'era il PD, c'erano i comunisti, c'era Grillo, c'era Casini, c'era Di Pietro, il centrodestra non ha MAI avuto così tanti avversari, e così belligeranti, come nelle ultime elezioni! Il problema non è che non c'erano gli avversari, il problema è che non erano credibili e/o non avevano idee valide (tranne forse Grillo, che però ha tolto solo voti al Pd). Fini non ha base votante, non ha storia. Si è sputtanato dopo Fiuggi, ha iniziato a delirare, si è completamente allontanato dai valori storici della destra vera che doveva rappresentare. Chi lo voterebbe? CHI DIAVOLO VOTEREBBE FINI? Gli ex Dc, i centristi di Casini, forse? Ma no, Fini si è messo contro la Chiesa. L'estrema destra? Ah ah ah. Negli ambienti di destra Fini viene chiamato Badoglio, e ho detto tutto. La sinistra? Sì, la sinistra potrebbe votarlo, è vero. Ma infatti è quello il punto vero, quello su cui tutti glissano. Che quello di ieri non è stato il Viet-Nam di Berlusconi, ma il D-Day della sinistra: forse, è nato il nuovo leader del Pd.

 

Io: …comunque le ultime elezioni sono andate bene al PDL perché la coalizione, grazie alla Lega (che ha vinto), ha tenuto. Che il PDL continui a perdere voti come partito lo dicono i dati. Sinceramente non so chi voterebbe Fini. Probabilmente tanti scontenti del PD, certo. Ma c'è una marea di gente che non è andata a votare e che normalmente voterebbe una destra moderata (e non lo fa perché non vuole più votare Berlusconi) e un'altra marea di gente che in passato votava PD e, stanca, non è andata a votare perché il PD non tratta certi argomenti di opposizione. Chissà chi sceglierebbero questi, se mai tornassero alle urne oggi...Poi può anche essere che Fini sparisca del tutto, per carità, è una delle possibili opzioni (e francamente per come si è venduto in questi 15 anni, lo meriterebbe anche. Proviamo a credere che tutti possano ravvedersi prima o poi, vah...). Ma non ne sarei così sicuro...Glissare, invece, sul fatto che la metà degli aventi diritto oggi non vota, da una percezione forse un po' distorta. Ultima cosa, secondo me dire "c'erano tanti avversari ma non erano credibili" è uguale a dire "assenza (o quasi) di avversari". Hai praticamente detto la stessa cosa pensando di fare un'analisi diversa.

 

[Faccio quindi un accenno alla somiglianza fra PD e PDL…]

 

Elettore di centro-destra: questo accomunare PD e PDL mi sembra sempre un po’ fuorviante, un po’ furbetto, un po’ come far finire tutto in caciara, e cantare insieme Romagna Mia...No. Le due situazioni sono radicalmente diverse. Il centrodestra è una formazione politica solida, forte, più o meno coerente, vittoriosa alle elezioni, che ha garantito in questi anni, come mai prima d'ora dal dopoguerra ad oggi, una stabilità di governo e di leggi. La scenetta di ieri di Fini è come la scena finale di Casa Vianello. Fa parte dello show, serve a far vedere che il Pdl è vivo e democratico. Non cambierà NULLA. L'opposizione al centrodestra è, viceversa, un carrozzone disordinato, disorganizzato, incoerente, casinaro, di idee e politiche una diversa dall'altra, spesso in lotta fra loro (Vendola vs Pd, Grillo vs Pd, Di Pietro vs Pd, Radicali vs Di Pietro, De Magistris vs Grillo, ecc.: tutti contro tutti). Viet-Nam della destra? Ribadisco: che sciocchezza. La cosiddetta opposizione (tutta, compresi Di Pietro e Grillo) è in Viet-Nam da anni, è impantanata col fango alla gola, sta morendo annegata e non se ne rende nemmeno conto! Parliamo di quello, invece che delle scenette fra Silvio Vianello e Gianfranca Mondaini...

 

[“Vivo e democratico” come il partito fascista, direi...]

 

Interviene l’elettore critico: concordo in pieno. Anche secondo me la scenetta di ieri è simpatica solo a livello di gossip... Il povero Gianfry mi faceva quasi tenerezza in certi momenti...Pensare che ci possa essere crisi nel centrodestra è solo un'illusione delle opposizioni, ancora una volta sua Altezza ne è uscito alla grande e più forte di prima. Credere che ci siano problemi nella maggioranza di governo, libera dall'onere di trovare una vera alternativa e rende ancora più evidente quanto poco propositiva è l'opposizione che spera che sua Altezza si faccia fuori da solo... poveri illusi...

Per quanto riguarda il Gianfry io gli consiglio di fare le primarie del PD, magari vince...
Cmq è una cosa normalissima che in un partito che raccoglie il 35% dei voti ci siano persone che la pensano diversamente dal leader, ma sappiamo che il PDL non è un partito normale... e soprattutto sua Altezza non è un leader "normale". Il povero Gianfry ci doveva pensare prima...ormai lui e il suo vecchio partito sono stati fagocitati dall'immenso "appetito" di sua Altezza. Per fortuna, nonostante ictus e paresi, il senatur col cazzo che ha voluto fare un partito unico... a quest'ora sua Altezza avrebbe una statua di fianco ad Alberto da Giussano...

 

Poco dopo è arrivata la notizia della sentenza emessa da Bossi sul Governo che sarebbe “in caduta verticale” a causa di Fini e che ciò determinerebbe, secondo il Senatur, la fine dell’alleanza fra Lega e PDL. Come si dice…chi vivrà vedrà…

 


3 gennaio 2010

Considerazioni di un cittadino qualunque sul 2009 appena trascorso

Fini, D'Alema, Dell'Utri, Il Fatto Quotidiano vs. i giornalisti di Regime, la Moratti e la via da dedicare a Craxi...

 


1 gennaio 2010

L'ANNO CHE E' STATO

E’ il 31 dicembre e, in attesa del consueto messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, vorrei permettermi di fare un paio di considerazioni su questo 2009 che ci apprestiamo a salutare.

Porre Berlusconi al centro della breve analisi di questi dodici mesi sarebbe fin troppo ovvio, per cui mi concentrerò su avvenimenti e personaggi legati comunque a doppio filo al Premier ed in generale alla politica ed alla società italiana, nel bene e nel male. Legati sì, ma brillanti di luce propria e, pertanto, meritevoli di considerazione.

Un augurio, ed è l’unico che mi sento di fare, a tutti gli italiani onesti. Soprattutto agli italiani in difficoltà che stanno lottando con i denti per mantenere il posto di lavoro. La loro sofferenza, la loro disperazione nei Tg sono diventate, al massimo, notizie di contorno fra un servizio sui regali di Natale ed un altro sul cenone.

Gianfranco Fini. Il 23 novembre scorso scrissi: “Un uomo politico dalle due facce…leader di un partito traghettato dal post-fascismo alla destra laica e democratica, insofferente all’alleanza di governo con un partito xenofobo come la Lega e lontano dalle logiche di sudditanza e totale identificazione con il capo tipiche dei berluscones, da una parte. Compiacente e silente Ministro degli Esteri o Presidente della Camera e firmatario della “legge Bossi-Fini” sull’immigrazione, dall’altro”. Il mio giudizio negativo nei confronti di questa ambigua attitudine non è cambiato. Allo stesso modo, riconosco che, anche fosse solo per un mero tornaconto politico, il Presidente della Camera è stato all’altezza della sua carica istituzionale, molto più del Presidente Napolitano (Berlusconi è ovviamente fuori classifica).

Massimo D’Alema. Il solito baffetto furbetto, sempre disponibile all’inciucio e sempre perdente, comunque vada a finire. Il 14 ottobre si incontrò con Berlusconi e Letta, furtivamente, per rinnovare il Dalemoni che tanti frutti ha sempre dato (a Berlusconi…). Dopo essersi ripreso il controllo del PD(nelle sembianze di Bersani) è stato bocciato come Mr Pesc. Adesso verrà sistemato alla presidenza del Copasir. E chi è più esperto di lui in inciuci, segreti e operazioni sotto banco? Lo scorso 16 ottobre commentai che “D’Alema che fa finta di opporsi al Premier e poi inciucia alla prima occasione, è roba vecchia… Proprio nel momento in cui il Premier sembra essere nuovamente alla frutta, la spalla dell’amico Massimo è pronta a sorreggerlo. Ecco, la triste morale di questa storia è che la democrazia e l’alternanza in Italia non possono esistere: maggioranza ed “opposizione” continuano a spartirsi la torta ed a essere sfacciatamente una cosa sola”.

Marcello Dell’Utri. Le “minchiate” del pentito Spatuzza sarebbero state “smentite” dal mafioso Filippo Graviano. Dunque, vediamo se ho capito bene. Un pentito racconta delle presunte frequentazioni mafiose di Dell’Utri e Berlusconi. Il boss (che, fra l’altro, nega ancora di essere mai appartenuto a Cosa Nostra) non conferma. Tanto basta per la sentenza a reti unificate: innocenti, diffamati! Spatuzza bugiardo, Graviano “uomo che appare cambiato”, come lo stesso senatore siciliano lo definisce. Il rovesciamento della realtà è servito. In quest’Italia è prassi consolidata.

Il Fatto Quotidiano e Filippo Facci. Perché accosteremmo questi due elementi agli antipodi fra loro? Non lo faremmo se non fosse che il giornalista dalla bocca storta, dai capelli tinti coi biondi riflessi non avesse dichiarato “Non ho ancora mai incontrato uno che legge il Fatto e non mi paresse un perfetto cretino”. Uno dei servetti di Arcore più dediti, trombato da Il Giornale all’arrivo di Feltri e passato quindi al secondo organo di Regime su carta stampata, Libero. Adesso piange miseria e prova anche a fare l’indipendente parlando male della Carfagna e denunciando il ridimensionamento della libertà di stampa (intervistato in una puntata di Annozero). Nel contempo, Il Fatto, che non ha padroni e non prende contributi statali, informa senza censure i cittadini. Chi è il “cretino” adesso? Facci…ridere.

Letizia Moratti e Bettino Craxi. Il sindaco di Milano vuole dedicare una via o un parco della città a Craxi per (fra gli altri meravigliosi meriti che è possibile riconoscergli) "la sua politica internazionale illuminata". Secondo me anche la politica economica di Craxi "è stata una politica illuminata"! E' il tangentaro che ha fatto più soldi di tutti!

Buon anno a tutti i cittadini onesti e, citando Salvatore Borsellino, “resistenza, resistenza, resistenza!”
23 novembre 2009

Il compagno Fini e il branco di lupi famelici

Dopotutto ha semplicemente detto la verità. “Chi vi fa pesare il fatto che abbiate la pelle di un altro colore o vi dice che siete diversi, è uno stronzo”. Ha solo chiamato le cose con il loro nome.

Ma ultimamente qualunque cosa dica il “compagno” Fini che si discosti anche solo minimamente dal pensiero monodirezionale ed uniformato dei berlusconiani del PDL o, come in questo caso, dagli alleati della Lega, è “rivoluzionario”, avvisaglia di “crisi di governo”, sintomo di una “rottura imminente”, di uno “strappo” non ricucibile che finalmente farà cadere Berlusconi. Complotto. Speranza.

Frustrazione. Sì, è avvilente constatare come in più di un’occasione nel corso di questi quindici anni un politico, tutto sommato credibile e preparato (il che di questi tempi non è poco…), si sia “prostituito”, mettendo spesso da parte la propria cultura, la propria sensibilità politica ed il proprio spirito civico per accomodarsi su una confortevole poltrona all’ombra del monolite berlusconiano. Ed ogniqualvolta il Presidente della Camera dimostri di poter stare dalla parte della legalità e del buonsenso, oggi con una commento, domani con una dichiarazione di intenti, la frustrazione si acuisce. Logicamente non perché chi scrive stia dalla parte dell’illegalità e del berlusconismo imperanti, piuttosto perché non riesce a capire (o meglio “ad accettare”) il compromesso anche a costo di perdere la propria dignità.

E Fini proprio questo ha fatto. A più riprese, durante questi lunghi anni di sodalizio con Berlusconi, si è svenduto per garantirsi il potere. Ma la sua coscienza repressa non poteva non venire fuori, a più riprese, prima di essere puntualmente e nuovamente messa a tacere  in nome di un bene maggiore (almeno in apparenza). Come scordare la faccia (scolpita per sempre nelle immagini) di quell’uomo che a stento riusciva a credere al vergognoso teatrino proposto al Parlamento Europeo dal Premier nel 2003 (“siete turisti della democrazia!”)? L’ex leader di AN se ne dissociò subito ma alle critiche ed ai musi lunghi non seguì alcuna azione concreta e tutto tornò nei ranghi del regime.

Per non parlare delle esternazioni di fine 2007 quando al governo c’era il centro-sinistra: “Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il Premier deve fare i conti con me, che ho pure vent’anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Se vuole tornarci, ci vada con Veltroni”. Ecco, a parte il fatto che poi il consiglio Berlusconi lo seguì letteralmente (tornare al governo “con Veltroni” che fece di tutto per delegittimare il governo Prodi e “riconsegnare” il Paese all’uomo venuto da Arcore), di fronte a certe parole neanche il più grande degli indovini avrebbe potuto prefigurare il mesto scioglimento di Alleanza Nazionale ed il patetico ingresso dei suoi membri nel partito unico annunciato da un Berlusconi inebriato dalla folla, nel novembre di quello stesso anno, in Piazza San Babila a Milano (senza che nessuno degli alleati lo sapesse fra l’altro).

Sono solo due eclatanti esempi di un déjà vu che abbiamo vissuto troppe volte, come detto. Un uomo politico dalle due facce, Fini. Leader di un partito traghettato dal post-fascismo alla destra laica e democratica, insofferente all’alleanza di governo con un partito xenofobo come la Lega e lontano dalle logiche di sudditanza e totale identificazione con il capo tipiche dei berluscones, da una parte. Compiacente e silente Ministro degli Esteri o Presidente della Camera e firmatario della “legge Bossi-Fini” sull’immigrazione, dall’altro.

Ha senso? Per un comune cittadino, no. In politica, invece, dove la poltrona conta molto più della coerenza e della dignità, è del tutto “logico”. L’accettazione dell’ultima probabile legge ad personam (“processo breve”) da parte del “compagno” Fini, dopo le recenti forti prese di posizione sul rispetto delle istituzioni che gli avevano valso tale epiteto da parte dei colonnelli di Arcore, ne è solo un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno. Dico agli elettori che non c’entro nulla col branco di lupi famelici al potere ma poi corro a cibarmi anch’io della carcassa del Paese che le stesse belve stanno azzannando.

L’inciucio fra oppositori, ma anche fra compagni di partito di correnti diverse, è sempre dietro l’angolo. Una grande tradizione italiana.


6 giugno 2009

PORCELLUM

E' la legge elettorale italiana nº 270 del 21 dicembre 2005, scritta principalmente dal Ministro Roberto Calderoli, che in una intervista a Matrix la definì "una porcata". Di fronte allo stupore del conduttore Mentana, il ministro si giustificò affermando testualmente: "Quando uno fa una porcata e non se ne rende conto è un altro tipo di riscontri rispetto a quando uno lo fa volutamente...". Da quel momento la Legge Calderoli fu denominata Porcellum.
Da Wikipedia: " Fu approvata con i voti della maggioranza parlamentare (principalmente Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani, Lega Nord), senza il consenso dell'opposizione (principalmente Italia dei Valori, Democratici di Sinistra, Margherita, Rifondazione comunista), che l'ha duramente criticata e contrastata. Ha modificato il precedente meccanismo misto, per 3/4 a ripartizione maggioritaria dei seggi, in favore di un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze". In pratica i candidati se li scelgono i partiti e noi li ratifichiamo col voto. Una sorta di pratica plebiscitaria medievale.
Il partito di riferimento del "ministro per le riforme suine", la Lega, sta cercando di boicottare i referendum, fissati per il 21 e il 22 giugno 2009 contemporaneamente ai ballottaggi per le elezioni amministrative locali. Di fatto, la scelta di tali date ha suscitato moltissime polemiche, dal momento che il 6 ed il 7 giugno si vota per l'Europarlamento. Accorpare le due consultazioni in un "election day", come era stato proposto, avrebbe garantito un risparmio di circa 400 milioni di euro che, dati i tempi che corrono, male non fanno. Ma la mossa è chiara: ostacolare il raggiungimento del quorum e, quindi, scongiurare l'abolizione della possibilità per i partiti di unirsi in coalizione. In questo modo, infatti, il premio di maggioranza andrebbe alla singola lista che raccoglie da sola più voti. In soldoni, ad oggi la Lega non conterebbe nulla mentre il PDL avrebbe lo strapotere assoluto. Ma il Carroccio si difende giustificando la scelta di non accorpare il referendum alle altre votazioni con il rischio di confusione da parte dell'elettore o sollevando dubbi di incompatibilità costituzionale. Certo è che, comunque vada, cadremo dalla padella alla brace...se passasse il referendum, infatti, chi non scommetterebbe 1 centesimo sulla tentazione di un ulteriore consolidamento assolutistico del proprio potere da parte del Premier?

 

5 agosto 2008

SHAME ON US

  I'm really ashamed of my country. Everyday more.
I kwow Italy has always been a place full of contraddictions but still I can't accept it.
I can't accept the easy it seems to live in immorality, looseness and illegality.
I know that if Berlusconi won again after only two years he was sent back home (was he?) by voters sick and tired of the very personal use he did of politics, it is because in Italy people seem to have very short memory. We are the country of "rehabilitation" but still I can't accept it.
Press, tv, journalists, everyone bows down to the power. No criticism, no rebellion to the destruction of the Rule of Law, no indipendent thinking or acting. This is my country. This is the modern "Berlusconism dictatorship".
In this picture, then, it is easy to understand the "Lodo Alfano", a bill which represents a "response to the need of those in the highest positions of state to work in serenity" as the (In)Justice Italian minister stated.
Then there's the mess-up of the last financial law which basically takes away from the workers the right to sue their company when it doesn't guarantee them with regular contracts as the law states. Basically, if before a company didn't give the worker a permanent contract after a certain period of fixed-term employment and he still worked under this kind of contract beyond the time limit stated by law, he could ask to the court for a permanent employment and the company was forced to give it to him. With the new financial law the only thing that the company is forced to do is just paying a fine corresponding to the salary of the worker for a period from two to six months. Question: who the hell is going to refuse to pay a stupid fine when you're not forced to guarantee a permanent contract to you employee anymore? Another question: who the hell is going to tell the court he's working under fixed term beyond the time limit knowing that he can be released on the spot by the company if he does that?
And the list is longer and longer, every damn day more. Like someone said, "I feel disgusted, angry, sick. But not of those wirepullers of my raped country, I'm sick of ourselves who don't go to throw our rage up their expensive shoes!".

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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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