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27 ottobre 2012

Delirio Berlusconi: lunga difesa di sè e attacco a Monti e magistratura #ancoratu


live Twitting durante la conferenza stampa
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La Biancofiore in adorazione su SkyTG24 non si può sentire Perché una donna deve ridursi così? #ancoratu


Grande riforma della giustizia: i giudici e i PM non potranno prendere il caffè nello stesso bar o leggere lo stesso quotidiano #ancoratu


enrico mentana ?@ementana

Fa un passo indietro ma non si ritira, dà battaglia sulla giustizia ma resta nelPdl, criticaMonti ma non ritira la fiducia: indeciso a tutto



"Separazione fisica di giudici ed avvocati dell'accusa" Ora passa alle minacce #ancoratu



B alla giornalista del TG1: "può comunicare al Dott Vespa che sono disponibile" E il Dott Vespa secondo voi sarà disponibile? #ancoratu



E manda anche un messaggio tramite la giornalista del TG1: "può comunicare al Dott Vespa che sono disponibile" #ancoratu



"Se c'è qualcuno che non si è mai occupato della televisione, questo sono io" E' un comico intramontabile! #ancoratu



"Le primarie ci saranno solo se non farò marcia indietro": scommettiamo? #ancoratu



Comunque gli deve bruciare davvero tanto,lui che si sentiva intoccabile,che si sia arrivati a sentenza, per quanto di primo grado #ancoratu


Marco Guarneri ?@Neer01

Ghedini dice che è la peggior sentenza che lui abbia mai visto: ettecredo! È il primo processo a #Berlusconi arrivato alla fine



"La mia sentenza più folle di quella degli scienziati", "magistratocrazia": il cadavere di Silvio #Berlusconi in diretta tv #ancoratu


DAVID PARENZO ?@DAVIDPARENZO

#berlusconi magistratocrazia!!!!!!! Ma qui siamo davvero al top Ora arrivano due signori vestiti di bianco e gli dicono "si accomodi "



Silvio #Berlusconi e Carlo De Benedetti ne "La rapina del millennio", al cinema #ancoratu



Ma "infine" non l'ha già detto tre volte?? #ancoratu #berlusconi



@giucruciani @DAVIDPARENZO prova a darne un senso politico, quando si tratta solo di puro delirio!



@DAVIDPARENZO tu provi a darne un senso politico Ma è solo un delirio!


Alessandro Robecchi ?@AlRobecchi

Ehi! Ex simpatizzanti, terzisti, paraculos! Prima di fare gli spiritosi su Silvio rendete soldi e scatti di carriera degli ultimi 20 anni



Quando sembra che il pippone sia finito, un breve respiro e "altra cosa" E l'agonia continua #ancoratu #berlusconi



Gli hanno detto: vai e saluta ma senza strafare E lui li ha ascoltati #ancoratu #berlusconi


jacopo iacoboni ?@jacopo_iacoboni

Oh comunque ha davvero ascoltato i consigli di Giuliano Ferrara e Gianni Letta per una "nobile uscita di scena" #ancoratu


Federico Mello ?@fedemello

E se adesso dichiarasse guerra alla Germania? #berlusconi #ancoratu


giuseppe cruciani ?@giucruciani

Partite un paio di ambulanze con quattro uomini forniti di tutto Siringhe, bende e camicie #Berlusconi


Economia, la Repubblica di Weimar, diritto costituzionale: ma gli hanno promesso che poteva parlare a caso prima di sparire? #ancoratu



La Corte Costituzionale piena di infiltrati bolscevichi: la solita solfa berlusconiana adesso su SkyTG24 ma è una replica? #ancoratu



Andrea Scanzi ?@AndreaScanzi

Cioè: i Pm mi condannano e io attacco la Repubblica di Weimar e Hitler Quando l'arteriosclerosi arriva, non fa sconti #ancoratu #Berlusconi

19 maggio 2011

Mega-flop Sgarbi: la sua autocelebrazione non fa ascolti e la Rai sospende il programma

Nella prima (ed unica) puntata del suo nuovo programma, Vittorio Sgarbi attacca a testa bassa alcuni giornali, fra cui Il Fatto Quotidiano e Repubblica, definendoli "falsari".

Il sindaco di Salemi era furioso per le notizie su Giuseppe Giammarinaro, detto "Pino terremoto", politico locale dalle amicizie quantomeno dubbie, il quale avrebbe esercitato un controllo sul Comune amministrato da Sgarbi. Ma lui intima: “Non consentirò ai magistrati di umiliare Salemi [...] Quello che avete letto dà la sensazione di essere una macchina costruita per ostacolare la mia trasmissione. La mia è l’unica versione, non sono un mafioso e non frequento mafiosi”.
E Sgarbi ne ha anche per Oliviero Toscani, ex assessore della cittadina siciliana, reo di aver parlato, per primo, del malaffare a Salemi.
Tutti contro di lui, tutto studiato a tavolino da una sorta di intellighenzia della carta stampata per affossare il suo programma e non farlo andare in onda…ma a quello in realtà ci hanno pensato gli ascoltatori.

Il titolo della trasmissione è già un buon punto di partenza, in questo senso: “Ci tocca anche Vittorio Sgarbi… Or vi sbigottirà”. Il tema della prima puntata sarebbe il padre, ma Sgarbi si dedica principalmente all'autocelebrazione e all’autocompiacimento.

Ed è un flop probabilmente annunciato ma che è costato caro: ben 1,5 milioni di euro ("Chi l’ha visto", che ne costa 85.000, ha registrato il doppio dello share).
Il conduttore, nella conferenza stampa successiva all’annuncio della sospensione, se la prende con il pubblico che, a suo dire, non sarebbe in grado di recepire la cultura. Ma sembra piuttosto che l’anchorman, spesso ospite di programmi della televisione pubblica e privata perché i suoi modi e le sue uscite aumenterebbero l’audience, in realtà abbia proprio stufato con la sua aggressività caciarona che non ammette critiche o dissensi. Ancor di più se usa la prima serata della rete ammiraglia della RAI per parlare di sé.

La lettura dei dati d’ascolto porta ad un semplicissimo ragionamento: i monologhi di Saviano (che Sgarbi definisce “compiaciuto nel rappresentare un’Italia brutta”) suscitano l’interesse del pubblico e fanno il record di ascolti. Quelli di Sgarbi non se li fila nessuno…
Soprattutto la strana storia dei pesi e dei contrappesi televisivi spacciata per “par condicio” ancora una volta non regge. Se c’è Santoro che viene seguito da milioni di telespettatori, sperano di offuscarlo o contrastarlo piazzando Ferrara dopo il TG1 ma vengono prontamente smentiti da numeri impietosi. Poi Sgarbi che, respinto al mittente quando Masi cercava di imporlo a Santoro come contraltare a Marco Travaglio, annuncia di voler battere l’audience registrata per “Vieni via con me” di Saviano. E sappiamo com’è andata a finire.

La dolce sensazione è che piano piano la fortezza del sultano si stia sgretolando. Forse sperare che gli italiani si stiano svegliando dal sonno in cui sembrano essere crollati nell’ultimo ventennio è troppo. Ma…


11 dicembre 2009

Chiesa e Lega, politica e xenofobia

Io non intendo difendere la Chiesa cattolica. Non mi unirò, nel mio piccolo, all’ipocrita levata di scudi di politici di Destra e Sinistra, sempre pronti a tutelare le alte sfere vaticane, a prescindere da quale sia l’argomento del contendere. In genere infatti, chiunque osi criticare la Chiesa ed i suoi rappresentanti deve sorbirsi la valanga di commenti di sdegno, disapprovazione e condanna di politici che si ergono a integerrimi difensori della fede, a parole. E che, invece, sono astuti (o semplicemente vili?) cacciatori delle simpatie e, soprattutto, dei voti dei fedeli, nella pratica.

D’altro canto, però, qualunque sia il bersaglio ed il motivo del contendere, non posso esimermi dal valutare con rabbia e preoccupazione, la deriva xenofoba che il nostro Paese, soprattutto in certe zone geografiche, stia prendendo grazie a partiti come la Lega degli illustri Bossi, Calderoli, Castelli, per non parlare del celtico-padano Borghezio, sempre pronto a sputare odio sui deboli e facili bersagli che sono gli extracomunitari. Forte lui, davvero forte.

Calderoli, in una delle sue ultime uscite senza filtri (ormai all’ordine del giorno), ha accusato l’Arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, di far politica e di “non c’entrare nulla con la realtà territoriale di Milano”.

Bene, la Chiesa fa politica? A mio parere sì, ed anche troppo. La cura delle anime, soprattutto ai piani alti, lascia spessissimo il posto agli interessi politico-economici del Vaticano. Ed è un dato di fatto. Tant’è che, se non fosse così, se il clero non fosse in grado di orientare concretamente voti e preferenze, ci sarebbero molti meno “difensori della fede a prescindere” in Parlamento. Basti pensare alla contraddizione lampante fra il farsi portatori di valori come quello della famiglia, tanto per citarne uno, e l’andare poi regolarmente a trans o prostitute. Oppure sostenere che il crocefisso deve rimanere nelle aule delle scuole ed intimare, allo stesso tempo, che coloro che non fossero d’accordo “possono morire”. O ancora, per chiudere il cerchio, definirsi “ultimo baluardo del Cristianesimo in Italia contro l’avanzamento dell’Islam”, proporre addirittura di inserire la croce sulla bandiera italiana (con la quale, però, gli stessi individui dichiarano apertamente di pulirsi il posteriore…) e sposarsi con il rito celtico (che poi neanche conoscono).

Appurato dunque che la Chiesa fa politica da sempre, Calderoli ha ragione? Ovviamente no. In primis, perché il suo attacco a Tettamanzi è una risposta non alle ingerenze del potere spirituale su quello temporale (di fatto questo ingerenze hanno fatto comodo anche alla Lega) ma piuttosto ai solleciti di tolleranza ed umanità che il religioso, da sempre attento alla difficile realtà in cui vivono i rom del milanese, ha più volte espresso nei confronti della classe politica. Inoltre, le contraddizioni di cui sopra dimostrano ancora una volta come un partito xenofobo mal si sposi con la dottrina cattolica e, pertanto, la Lega ed i suoi esponenti sono gli ultimi a potersi fregiare del titolo di censori di chicchessia.

Definire Tettamanzi “imam”, a mo’ di insulto, quindi, è solo lo specchio della rozza ignoranza, dell’imbarbarimento e della radicalizzazione che i celti-padani stanno diffondendo come un virus nella quotidiana convivenza civile di comunità che, volenti o nolenti, sono e saranno sempre più multietniche. Con buona pace di questi cattolici a giorni alterni dalla camicia verde…


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