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21 luglio 2011

Un cittadino stufo della Casta manda a quel paese Pionati [BELLISSIMO]


Dopo il SI all'arresto di Papa da parte della Camera, l'ex giornalista ed ora "responsabile" Pionati difende il collega davanti alle telecamere di "E' la stampa, bellezza" de ilfattoquotidiano.it.
Un cittadino che passa di là ascolta l'illustre esponente della Casta e lo manda a quel paese. Meraviglioso!

 
16 marzo 2011

La Lega prepara la festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia

Piuttosto che dire che domani non sarà in Aula per non prendere parte alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia (scelta personale e magari anche accettabile), il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, sostiene: "Non ci sarò perché hanno deciso di chiudere gli asili, perciò io sarò con i miei figli".

Lo mandate affanculo voi o lo faccio io?


2 febbraio 2010

Milano contro la privatizzazione dell'acqua

Ieri sera, 1 febbraio 2010, presso la Camera del Lavoro di Milano, si è svolta la “Grande serata in compagnia dell'acqua! (Contro la sua privatizzazione)”. Un’iniziativa nell’ambito della campagna “Salva l’Acqua” promossa dal Comitato Milanese Acquapubblica – Comitato Italiano Contratto Mondiale dell'acqua – Camera del Lavoro di Milano.

Le premesse e le ragioni dell’evento venivano così riassunte nel manifesto che lo annunciava: “L’acqua! Quella che esce tutti i giorni dai rubinetti, nelle nostre case, indispensabile alla vita, è un diritto umano! Oggi a Milano, come in quasi tutta l’Italia, questa acqua è pubblica e di ottima qualità! I nostri governanti han fatto una legge per privatizzare l’acqua di tutti, cioè per rubarcela e regalarla alle multinazionali! Ma noi la vogliamo difendere dalla speculazione privata, dall'inquinamento, dallo spreco, perché così difendiamo noi stessi! Contro questa legge, per liberare l’acqua dalla morsa del mercato e del profitto c’è anche la possibilità di un referendum!”.

La legge a cui si fa riferimento è il decreto Ronchi, licenziato prima al Senato e poi definitivamente alla Camera lo scorso 19 novembre 2009 con 302 voti favorevoli e 263 contrari, consentendone così la conversione.
In particolare nell’articolo 15 del decreto legge si ribadisce come la proprietà dell’acqua sia pubblica ma nel contempo si determina come entro il 31 dicembre 2011 tutte le gestioni in house (cioè strettamente controllate dall’ente locale) debbano decadere, a meno che entro questa data la società che gestisce il servizio non sia per il 40% affidata a privati. In pratica si obbligano gli enti locali a mettere sul mercato l’ acqua.

Una situazione paradossale ed in controtendenza rispetto a quanto avviene in altri Paesi ed in altre grandi città. Nello specifico, Giovanna Procacci del Comitato Milanese Acquapubblica ha ricordato come, dopo l’esperienza fallimentare della privatizzazione, a Parigi ad esempio la gestione dell’acqua sia tornata nuovamente pubblica. E a tal proposito, ha annunciato che verrà organizzato un incontro fra Anne Le Strat, vicesindaco della capitale francese, ed i vertici del capoluogo lombardo.

Da Palazzo Marino e dal Pirellone, non è finora pervenuto alcun segnale da parte di Letizia Moratti e Roberto Formigoni. La Procacci ha però evidenziato con evidente preoccupazione come qualche anno fa il sindaco si fosse già espresso favorevolmente sull’eventuale privatizzazione del servizio. Poi tutto cadde nel dimenticatoio e da allora non si registrano più notizie né dichiarazioni di sorta.

Che nel nostro Paese tiri una brutta aria è quanto ribadito dal successivo intervento di Moni Ovadia. Estremizzando il concetto, l’artista ha provocatoriamente incluso la privatizzazione dell’acqua in quel processo di annichilimento della vita umana e dei diritti fondamentali dell’individuo che ormai da tempo le oligarchie del nostro Paese, e più in generale del mondo, stanno progressivamente applicando “in questa scorza che è la democrazia moderna”. Una testimonianza che spazia dalla situazione socio-politica italiana a quella internazionale, in cui piccole lobby gestiscono il potere sempre più spesso incuranti del bene dei cittadini comuni. Il voto, secondo Ovadia, in una democrazia autoritaria come quella italiana, in cui destra e sinistra si confondono in un unico gruppo di interessi, “non cambia nulla. Bisogna tornare in piazza. C’è l’urgenza di costruire un nostro movimento”. E internet, come dimostra l’esperienza del popolo viola, può essere un ottimo veicolo di presa di coscienza ed aggregazione. Ma “bisogna studiare ed informarsi, investire sui giovani” per cercare di uscire dal baratro in cui il regime mediatico italiano ha spinto la gente.

Fra i contributi video previsti per la serata, spiccano quelli dei comici Paolo Rossi e Flavio Oreglio che, affrontando con la solita verve un argomento estremamente serio, sono riusciti a strappare qualche risata al pubblico intervenuto.


Particolarmente interessante la testimonianza di Emilio Molinari. Il business dell’acqua è un problema globale tanto che, come ha avuto modo di ricordare il politico milanese, in occasione del quinto Forum mondiale dell’acqua, svoltosi ad Istanbul a marzo dello scorso anno, i paesi lì riuniti (Italia inclusa) “non sono riusciti a riconoscere che l’acqua è un diritto fondamentale universale dell’umanità, lo hanno definito un bisogno, e ciò è estremamente preoccupante”. Ne viene fuori un quadro sconcertante: foto satellitari provavano che navi cisterne cinesi rubavano l’acqua del Rio delle Amazzoni. “Chiesi: perché non li denunciate? Mi risposero: perché non ci conviene, è meglio stabilire prima il prezzo al barile dell’acqua grezza e poi, piuttosto, vendergliela”.

Dati alla mano, nelle città dove la privatizzazione dei servizi idrici è già in atto, come Roma o Bologna, si arriva fino a un 35% di perdite d’acqua a causa del peggioramento nella manutenzione della rete ad opera dei privati.

Diminuisce la cura, ma aumentano i costi (e forse, solo se toccati nel portafoglio, i cittadini reagiranno). In alcune città si è registrato addirittura un rincaro del 300%, come ha avuto modo di dimostrare il programma Report.
Una fondamentale battaglia civile per il diritto all’acqua pubblica, che bisogna assolutamente combattere. Come quella per garantire la libertà di espressione ed opinione. All’uscita c’è Piero Ricca da cui apprendo che i ragazzi di Qui Milano Libera stanno organizzando, per il 13 febbraio, un’incontro di riflessione e di protesta contro il decreto Romani e la censura che lo stesso intende applicare a internet. È in gioco il nostro futuro, non c’è dubbio.




17 giugno 2009

Il sogno di riscoprire la questione morale






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