.
Annunci online

TheGianlucaTV
9 gennaio 2010

La politica dei marziani

Siamo governati da gente totalmente scollegata dalla realtà. Il mondo, ed il nostro Paese è in prima linea, è schiacciato da una fortissima crisi economica ben lontana dal vedere la fine. La gente stenta ad andare avanti, perde il lavoro e non riesce a vedere alcun futuro per sé e per la propria famiglia. Ma loro criticano i “disfattisti che si lamentano”.

La mafia opera all’interno dello Stato sin da prima della famosa trattativa di inizio anni Novanta (quando i rapporti si infittirono e si normalizzarono, diciamo). I pentiti fanno rivelazioni sconvolgenti sull’attuale classe dirigente italiana. Ma loro preferiscono minimizzare, svilire, denigrare i collaboratori di giustizia, minacciando provvedimenti per ridurli al silenzio. E poi invece (un classico del rovesciamento della realtà), a reti unificate viene dato il massimo credito ad un boss mafioso che dice di non conoscere, di non ricordare e nel contempo lancia messaggi neanche troppo velati a chi di dovere.

 A volte viene da chiedersi se si rendano davvero conto di ciò che dicono con un candore ed una tranquillità che verrebbe da considerarli fuori di senno…

Prendiamo Angelino Alfano, per esempio. Un paio di mesi fa, in diretta televisiva, alla domanda del giornalista Floris sulla connotazione politica o meno della sentenza Mills, il Ministro della Giustizia rispose testualmente: “Io non giudico le sentenze…è una sentenza che riguarda un cittadino inglese e che non è in diretto riferimento al Presidente del Consiglio” . Ora, forse avrebbe fatto una figura migliore tirando fuori la solita manfrina della magistratura politicizzata perché, francamente, ascoltando quelle parole passai dall’incredulità al fastidio. Eh sì perché ci vuole coraggio ad affermare una cosa del genere per commentare la condanna di un individuo (Mills) proprio per essere stato corrotto da un altro individuo (Berlusconi), che però non può essere processato perché protetto da uno scudo spaziale (guarda caso chiamato Lodo Alfano). Oppure bisogna essere semplicemente degli stolti. Ma dato che non voglio credere alla tesi sulla stoltezza di chi ci governa, l’incredulità per certe uscite lascia spesso spazio al fastidio. Tanto fastidio. Rabbia.

Infatti, tendo più a ritenere che questi usino quella tattica ben collaudata che si riassume nell’aforisma del Ministro della Propaganda nazista, Joseph Goebbels: «Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità». Andare in TV ed insistere sul concetto che Berlusconi è un santo e che i giudici vogliono fare del male, colpendo lui che è innocente, al Paese, funziona. Ovvio, bisogna esprimere questi concetti con candore e dimenticandosi del pudore (questo lo sanno fare bene, devo dire). Bisogna mentire sapendo bene di farlo, ma con “sincerità”, con la faccia di chi non capisce di cosa mai si meraviglino certi increduli interlocutori.

Le perle di Angelino Jolie, però, sono tante. La più recente è quella del 7 gennaio, durante il vertice in Prefettura a Reggio Calabria con Maroni ed i vertici della sicurezza. Il ministro ha spiegato che "la parola ‘ndrangheta sarà inserita nei testi di legge dello Stato...Vogliamo colmare così una lacuna nella legislazione nazionale, in cui fino adesso si è citata soltanto la mafia”. Ecco perché fino ad ora non avevano fatto nulla per combatterla, non capivano cosa fosse! Ma l’ilarità del momento lascia spazio allo sconforto. Perché non è una battuta, purtroppo.

E che dire delle figure barbine di un altro illustre esponente del governo, il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa? Ad esempio, sempre durante una puntata di Ballarò, alla lettura delle dichiarazioni di Spatuzza su Dell’Utri e Berlusconi, ‘Gnaziu si accorse di un omissis. Apriti cielo! Il malcapitato Floris fu accusato di manipolazione. Urla di sconcerto per l’omissione, a detta del ministro, di una frase di Spatuzza che avrebbe definito Dell’Utri “compaesano” e “senatore” in riferimento ad un periodo in cui il braccio destro di Berlusconi non era politico né esisteva ancora Forza Italia. Quel La Russa sì che è un volpone! Smascheratore di giornalisti rossi! Peccato che qualche minuto dopo, Floris recuperò l’omissis incriminato e dimostrò che la frase mancante dalla dichiarazione era semplicemente “io chiesi se Berlusconi era quello di Canale5” .

La Russa, spalle al muro ma con nessuna intenzione di ammettere il proprio errore (e questa è una prerogativa fondamentale dei berluscones), decise quindi di spostare il discorso sull’attacco personale e l’insulto al povero Floris. Quando si dice che la miglior difesa è l’attacco…

Ma quello che più di tutti sembra vivere un altro tempo e su un altro pianeta è il leghista Castelli. I suoi show ad Annozero sono, a dir poco, pezzi degni di approfondito studio antropologico. Anche l’altra sera, i suoi interventi sono risultati un compendio di frasi fatte e vuoti luoghi comuni e, cosa peggiore, hanno dimostrato come il padano abbia irrimediabilmente perso il contatto con la realtà. Travaglio, nel suo intervento, denuncia la vergogna dei rimborsi elettorali. E lui cosa fa? Risponde che “la politica ha un costo” beccandosi un ovvio rimbrotto da parte del giornalista: “pagatevelo!”.

“Popolo” e “lavoro”, però, stanno sempre in bocca. Nella teoria i leghisti sono bravissimi. Lavorano dalla mattina alla sera e si credono gli unici al mondo. Ad una precaria della scuola che sottolinea la differenza fra ciò che le televisioni raccontano (shopping, viaggi, spese…) e la realtà vissuta dalla maggior parte degli italiani (incertezza, stenti, un futuro a tinte nere…), Castelli risponde che “ci vuole più spirito positivo…i nostri padri hanno fatto l’Italia senza avere la pappa pronta”.  E se gli si fa notare che i precari si ammazzano di lavoro in condizioni spesso estreme, come insegnare in classi di 30 bambini, lui controbatte che “ho rtrovato la foto delle elementari in cui c’eravamo io e Formigoni ed eravamo 44! E nessuno si lamentava”. “Forse è proprio quello il problema”, chiosa l’insegnante “disfattista”. A onor del vero, però, Castelli una cosa che mi trova d’acc0rd0 l’ha detta. Nell’incoraggiare il reclutamento dei giovani nelle file politiche della Lega, rassicura: “lavorando [e te pareva…] si può arrivare in alto…persino io sono diventato Ministro!”.

 

 

 

 


11 dicembre 2009

Chiesa e Lega, politica e xenofobia

Io non intendo difendere la Chiesa cattolica. Non mi unirò, nel mio piccolo, all’ipocrita levata di scudi di politici di Destra e Sinistra, sempre pronti a tutelare le alte sfere vaticane, a prescindere da quale sia l’argomento del contendere. In genere infatti, chiunque osi criticare la Chiesa ed i suoi rappresentanti deve sorbirsi la valanga di commenti di sdegno, disapprovazione e condanna di politici che si ergono a integerrimi difensori della fede, a parole. E che, invece, sono astuti (o semplicemente vili?) cacciatori delle simpatie e, soprattutto, dei voti dei fedeli, nella pratica.

D’altro canto, però, qualunque sia il bersaglio ed il motivo del contendere, non posso esimermi dal valutare con rabbia e preoccupazione, la deriva xenofoba che il nostro Paese, soprattutto in certe zone geografiche, stia prendendo grazie a partiti come la Lega degli illustri Bossi, Calderoli, Castelli, per non parlare del celtico-padano Borghezio, sempre pronto a sputare odio sui deboli e facili bersagli che sono gli extracomunitari. Forte lui, davvero forte.

Calderoli, in una delle sue ultime uscite senza filtri (ormai all’ordine del giorno), ha accusato l’Arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, di far politica e di “non c’entrare nulla con la realtà territoriale di Milano”.

Bene, la Chiesa fa politica? A mio parere sì, ed anche troppo. La cura delle anime, soprattutto ai piani alti, lascia spessissimo il posto agli interessi politico-economici del Vaticano. Ed è un dato di fatto. Tant’è che, se non fosse così, se il clero non fosse in grado di orientare concretamente voti e preferenze, ci sarebbero molti meno “difensori della fede a prescindere” in Parlamento. Basti pensare alla contraddizione lampante fra il farsi portatori di valori come quello della famiglia, tanto per citarne uno, e l’andare poi regolarmente a trans o prostitute. Oppure sostenere che il crocefisso deve rimanere nelle aule delle scuole ed intimare, allo stesso tempo, che coloro che non fossero d’accordo “possono morire”. O ancora, per chiudere il cerchio, definirsi “ultimo baluardo del Cristianesimo in Italia contro l’avanzamento dell’Islam”, proporre addirittura di inserire la croce sulla bandiera italiana (con la quale, però, gli stessi individui dichiarano apertamente di pulirsi il posteriore…) e sposarsi con il rito celtico (che poi neanche conoscono).

Appurato dunque che la Chiesa fa politica da sempre, Calderoli ha ragione? Ovviamente no. In primis, perché il suo attacco a Tettamanzi è una risposta non alle ingerenze del potere spirituale su quello temporale (di fatto questo ingerenze hanno fatto comodo anche alla Lega) ma piuttosto ai solleciti di tolleranza ed umanità che il religioso, da sempre attento alla difficile realtà in cui vivono i rom del milanese, ha più volte espresso nei confronti della classe politica. Inoltre, le contraddizioni di cui sopra dimostrano ancora una volta come un partito xenofobo mal si sposi con la dottrina cattolica e, pertanto, la Lega ed i suoi esponenti sono gli ultimi a potersi fregiare del titolo di censori di chicchessia.

Definire Tettamanzi “imam”, a mo’ di insulto, quindi, è solo lo specchio della rozza ignoranza, dell’imbarbarimento e della radicalizzazione che i celti-padani stanno diffondendo come un virus nella quotidiana convivenza civile di comunità che, volenti o nolenti, sono e saranno sempre più multietniche. Con buona pace di questi cattolici a giorni alterni dalla camicia verde…


17 giugno 2009

Il sogno di riscoprire la questione morale






dicembre        febbraio
in evidenza

29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

chi sono
TheGianlucaTV
I libri per chiarelettere

I nuovi mostri
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

Italiopoli
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

prossimi appuntamenti
Tutti gli appuntamenti
archivio



Blog letto 1 volte
bacheca

Journalist Blogs - BlogCatalog Blog Directory Join My Community at MyBloglog! BlogItalia.it - La directory italiana dei blog TopOfBlogs