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27 novembre 2009

L'Italia delle due tifoserie

In una recente intervista rilasciata a Rai News 24, Daniele Luttazzi, ricordando l’editto bulgaro che determinò la cancellazione del suo programma e la contemporanea estromissione di Biagi e Santoro dalla televisione pubblica, nel tentativo di sintetizzare la profonda divisione socio-politico-culturale in atto nel nostro Paese, ha parlato di “guerra civile fredda”.
E mai definizione fu più azzeccata.

Sì perché probabilmente non abbiamo mai avuto occasione di fermarci a riflettere, o se l’abbiamo fatto siamo subito stati travolti da preoccupazioni e problemi molto più pressanti (in un’epoca in cui arrivare a fine mese è un lusso). Ma oltre alle famigerate leggi ad personam, al lassismo morale ed all’instaurarsi di una videocrazia in cui l’apparenza è assolutamente più importante del contenuto (a proposito, il documentario è veramente “un calcio nelle palle”, come dice un mio amico, con buona pace dei puritani alla lettura…), il berlusconismo come stile di condotta politica e morale che, attenzione, riguarda maggioranza ed opposizione indistintamente, è riuscito a creare una frattura fra due gruppi di supporter. I buoni ed i cattivi. I “liberali” ed i “comunisti”. I “garantisti” ed i “forcaioli”. Quelli che “tanto si comportano tutti così e quindi meglio Berlusconi che almeno qualcosa fa…” e quelli che non riescono ad accettare che in democrazia ci possa essere uno che è “più uguale degli altri” e si indignano quando sentono quelli fare certe affermazioni.

Il Premier ha dato vita allo tsunami cucendosi addosso, nell’immaginario dei suoi sostenitori e spesso anche in quello degli “indecisi”, l’abito del cittadino comune che ha avuto successo con le proprie forze e le proprie idee e che i “comunisti”, poco importa se realmente uomini di sinistra o addirittura di formazione conservatrice, magistrati o giornalisti, operai o imprenditori, laici o cattolici, vogliono far cadere sottoponendolo a fantomatici processi giudiziari e mediatici. E’ stato facile per il Cavaliere cavalcare l’onda emotiva che è scaturita dall’identificazione dell’elettore con il proprio leader e dal conseguente timore di vedere compromesso o bruscamente interrotto quel “miracolo italiano” che tutti sognano di poter vivere. Il venditore di fumo ha fatto bene il proprio lavoro, sfruttando ogni singola arma a sua disposizione. Dalla televisione al calcio.

Ciò per cui prima tutti gli italiani onesti mostravano disprezzo ed estrema ostilità, le ruberie e la corruzione della Prima Repubblica, è stato usato all’inizio come termine di contrapposizione fra il nuovo (Forza Italia) ed il vecchio (i tangentari) con lo scopo di raccogliere consensi, quindi riproposto sotto mentite spoglie (il nuovo si rivelò ben presto essere nient’altro che una costola del vecchio) ed infine riabilitato nel buon nome del sano revisionismo italiano (vogliamo parlare delle strade intitolate a Craxi? O del fatto che Bettino sia stato pubblicamente riconosciuto come uno dei “padri fondatori” del PDL?). Adesso parte degli italiani, pur se onesti, hanno metabolizzato o dimenticato molte delle vicende che portarono al successo dell’uomo di Arcore. La memoria non è di questo tempo.

Quando se n’è presentata l’occasione, ecco la svolta autoritaria. Occupazione permanente di tv pubblica e privata ed un esercito di killer mediatici e servi assortiti per completare l’opera di devastazione dell’opinione pubblica e della coscienza civica.
E l’opposizione? La cosiddetta “opposizione”, come detto, è parte integrante, complice e colpevole per la diffusione del berlusconismo. Non c’è altro da aggiungere.

E l’altra parte d’Italia? E’ motlo variegata. C’è chi se ne frega, chi si oppone per ideologia, chi per interessi di parte e (sempre di più per fortuna) chi per semplice senso della legalità e rispetto delle istituzioni, dei cardini della democrazia, al di là del colore politico, resiste, lotta con i mulini a vento, si danna e prova a spiegare le proprie ragioni agli altri, cerca l’informazione e non attende passivamente che gli venga detto ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. A volte questa parte sembra in procinto di crollare, di abbandonare, ma poi ritrova sempre nuova linfa, nuova energia. E non mollerà mai.



17 aprile 2009

Il coro di glorificazione e le "note stonate"...

La libertà di espressione e di critica in Italia è una barzelletta.

Lo scorso 9 aprile, il direttore de "Il Giornale", Mario Giordano, interviene ad Annozero nella trasmissione dedicata al terremoto in Abruzzo. Nonostante in nessun passaggio vi siano state critiche alla Protezione Civile in quanto tale ma piuttosto si siano posti degli interrogativi seri sull'organizzazione della sua attività da parte dei responsabili territoriali e nazionali e sui continui tagli ai fondi ad essa destinati da parte di governi di destra e sinistra, Giordano ci tiene a definire "vergognoso" un servizio andato in onda poco prima. A me sembra un'evidente tentativo di screditare una forma di giornalismo critico e non compiacente dei poteri forti. Poi ovviamente ognuno si faccia la sua idea...



Il popolare vignettista Vauro, nella puntata "incriminata" di Annozero del 9 aprile, esprime il proprio punto di vista sulla tragedia in Abruzzo. Dopo questa puntata, il dg della Rai, Masi, lo sospende dando un altro grande esempio di censura all'informazione.



Infine, Michele Santoro apre la puntata del 16 aprile ringraziando i colleghi che hanno mostrato solidarietà nei confronti della sua trasmissione dopo le polemiche della settimana precedente e la sospensione di Vauro e poi si rivolge ai lettori de "Il Giornale". Marco Travaglio, nella sua tradizionale introduzione, evidenzia l'atteggiamento da "due pesi e due misure" della stampa, in particolare de "Il Giornale" di Mario Giordano, nel trattare la tragedia del terremoto e la seguente azione di governo in due distinte occasioni. Le stesse penne che, dodici anni fa in occasione del sisma in Umbria (governo di centro-sinistra), furono spietate ed ipercritiche, oggi producono invece "versi" di estatica ammirazione (quasi di "sapore fascista") e si mostrano intolleranti verso qualunque voce fuori dal "coro di glorificazione".


14 marzo 2009

Gentile Sig. Corvino...

Ricevo questa mail (automatica?) da Marcello Corvino (probabilmente della Corvino Meda Editore), capitolo secondo della censura sul brevissimo video che ho registrato durante lo spettacolo Promemoria e che ho caricato su YouTube:

"Violazione legge sul Copyright video Travaglio
REGISTRAZIONE VIDEO ILLEGALE DI SPETTACOLO TEATRALE E PUBBLICAZIONE INTEGRALE SU YOUTUBE: L'opera è protetta da copyright. E' la registrazione dello spettacolo intitolata "Promemoria" di e con Marco Travaglio, Pubblicato nella collana Promo Music Books da Corvino Meda Editore e distribuito in tutti i negozi e librerie d'Italia dal 23 gennaio 2009. Attualmente in tutte le classifiche Top 10. La pubblicazione/messa in rete non autorizzata su you tube dell'opera in 51 spezzoni che compongono l'opera completa è una violazione di copyright e un danno notevole all'editore / autore e distrubutore dell'opera nonchè il produttore dello spettacolo che è attualmente in tourneè in tutti i teatri d'Italia".
Ecco la mia (inutile, lo so) risposta:

Gentile Sig. Corvino

Tempo fa ho regolarmente comprato il biglietto dello spettacolo di Marco Travaglio, Promemoria. Ho registrato il breve video in questione e l'ho caricato su YouTube con l'intenzione di poter diffondere i FATTI il più possibile tramite l'unico canale ancora libero (?): la rete. Insomma, nel mio piccolo, cercavo di fare informazione e seguire l'esempio positivo di un giornalista libero ed indipendente che apprezzo tantissimo. Volevo che queste notizie potessero arrivare anche a chi magari non era presente quella sera, perché impossibilitato materialmente o economicamente, e certe cose dalla televisione o dai giornali non le verrebbe mai a sapere.
Poi ho anche comprato il libro/dvd dello spettacolo in questione, proprio perché ritengo che chi fa un servizio ai cittadini (gente come Travaglio, appunto, o Grillo) vada sostenuto, anche acquistando il materiale con cui si guadagna onestamente da vivere (libri, dvd, ecc.).
Del copyright potremmo parlare, non voglio certo infrangere la legge. Ma il "danno notevole all'editore / autore e distributore dell'opera nonchè il produttore dello spettacolo che è attualmente in tourneè in tutti i teatri d'Italia", dal mio punto di vista non esiste. Anzi, credo si tratti piuttosto di un promo per l'acquisto dell'opera che Lei distribuisce.

Mi chiedo, a questo punto: ma voi non dovreste essere i promotori della diffusione libera dei fatti, baluardo contro la disinformazione che ci viene propinata giornalmente dai mezzi ufficiali? E se è vero che Marco Travaglio, per esempio, va in onda gratuitamente ogni lunedi con Passaparola sul blog di Grillo e poi i DVD del programma vengono comunque regolarmente venduti (io per esempio li ho comprati), perché mai il suo editore di Promemoria dovrebbe dunque fare pressione per far cancellare un video che, in un certo senso, pubblicizza un'opera che, oltretutto, è "attualmente in tutte le classifiche Top 10"?
Dov'è il dolo?

Ad ogni modo, se censura deve essere, censura sia. E auguro a Marco Travaglio di continuare a fare il suo lavoro con l'onestà intellettuale di sempre e lo ringrazio ancora una volta per il servizio che fa ai cittadini.

Distinti saluti.
Gianluca Caporlingua


12 marzo 2009

Caro Marco Travaglio...

Caro Marco Travaglio.

Scusami se ti do del tu ma ti seguo da tempo e ti considero una persona di cui fidarsi, moralmente elevata, e per questo mi sento di potermi concedere questa libertà.
Volevo portarti a conoscenza di un fatto alquanto strano.
Tempo fa sono venuto al tuo spettacolo teatrale, Promemoria. Ho registrato tre video e li ho caricati su YouTube con l'intenzione di poter diffondere i FATTI il più possibile tramite l'unico canale ancora libero (?): la rete. Insomma, nel mio piccolo, cercavo di fare informazione. Volevo che queste notizie potessero arrivare anche a chi magari non era presente quella sera.
Poi ho anche comprato il libro/dvd dello spettacolo in questione, proprio perché ritengo che chi fa un servizio ai cittadini (gente come te o Grillo) vada sostenuto, anche acquistando il materiale con cui si guadagna onestamente da vivere (libri, dvd, ecc.).
Oggi ricevo questa segnalazione da YouTube:

"Caro utente,
Con questo messaggio ti informiamo del fatto che abbiamo rimosso o reso inaccessibile il seguente materiale, a seguito di una segnalazione da parte di Corvino Meda Editore Sas , che ritiene che questo materiale viola il copyright:

Promemoria: Marco Travaglio sull'ascesa di Berlusconi: http://www.youtube.com/watch?v=PHxhuBy6_aA

Tieni presente che la ripetuta violazione del copyright ha come conseguenza la cancellazione del tuo account e di tutti i video caricati tramite l'account stesso. Per evitare che accada, elimina tutti i video per i quali non possiedi i diritti ed evita di caricare altri video in violazione del copyright altrui. Per ulteriori informazioni sulle norme relative al copyright di YouTube, consulta la guida Suggerimenti sul copyright.

Se scegli di comunicarci che non stai violando alcun copyright, visita il nostro Centro Assistenza per accedere alle relative istruzioni.

Tieni presente che, in caso di falsa accusa di violazione del copyright o di accusa in cattiva fede mediante questa procedura, potresti essere passibile di denuncia nel tuo Paese.
Cordiali saluti,
YouTube, Inc."

Ma voi non dovreste essere i promotori della diffusione libera dei fatti, baluardo contro la disinformazione che ci viene propinata giornalmente dai mezzi ufficiali?
Perché il tuo editore avrebbe dunque fatto pressione per far cancellare questo video e sicuramente altri dello stesso tipo?

Ti ringrazio anticipatamente per l'attenzione che spero potrai darmi. In caso contrario, grazie lo stesso per quanto fai per noi cittadini.
Gianluca


24 febbraio 2009

Roma censura la campagna di Current Tv

 

Roma censura la campagna pianificata da Current Tv (il canale di Al Gore) per il lancio di Vanguard, il nuovo programma dedicato al giornalismo d'inchiesta. La campagna di affissioni, regolarmente diffusa dall'ATM di Milano, è stata rifiutata dall'azienda dei trasporti romana ATAC.
Le motivazioni? Secondo il Presidente della stessa ATAC, Massimo Tabacchiera "dopo aver attentamente valutato i probabili impatti sulla sensibilità dei cittadini e della città tutta, ritiene di non poterne dare autorizzazione all’esposizione sui propri mezzi. Tale decisione trova fondamento del difficile momento che la cittadinanza di Roma sta vivendo riguardo alla percezione della sicurezza personale e sociale, in considerazione del quale ATAC non può che coadiuvare l’Amministrazione comunale nell’evitare qualunque elemento che possa ulteriormente aumentare tale disagio”.

Davvero le immagini che vedete sotto sono così forti da essere censurate?
Come mai la censura tocca Roma e non Milano... forse qualcuno teme di infastidire i sensibili occhi della coinquilina Chiesa?
...o magari hanno paura che qualcuno risponda alle domande...

 



25 ottobre 2008

Qui Radio Londra

Salve a tutti.

Come al solito pesco fior da fiore la seguente notizia dalla solita ( ed inossidabile ) BBC :

Australia trials national net filters

http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7689964.stm

Ovviamente da noi non se parla, chissà perché...
Vediamo di farne il sunto :
Il governo australiano, capitanato da laburista Kevin Rudd, ha proposto un filtro per bloccare i siti non adatti ai minori, cito dall'articolo le parole del ministro delle telecomunicazioni Stephen Conroy :

"Although the internet has opened up a world of possibilities and benefits for Australian children it has also exposed them to continually emerging and evolving dangers that did not previously exist"

(sebbene internet abbia aperto un mondo di possibilità e benefici per i bambini autraliani li ha anche esposti a pericoli in continua crescita ed evoluzione che inizialmente non esistevano)

Chiaramente nessuno vieta di bloccare siti "inopportuni" anche per gli adulti, cosa che l'articolo della BBC mette in evidenza.
E' interessante notare come, pur partendo da un problema condivisibile, si minacci la liberta di informazione ed il libero scambio di idee tra le persone.
La questione principale però è questa , quale è la reazione dell'opinione pubblica ad una proposta del genere ? Ha gli strumenti per vedere i pericoli nascosti in una operazione del genere ?
Francamente non ho la risposta a queste domande, di una cosa però si può trarre la conclusione.
I governi stanno cercando di mettere la mordacchia ad uno degli ultimi spazi di libertà e democrazia presenti.
Vi lascio con una citazione attribuita al commediografo tedesco Bertold Brecht, che spero Vi faccia riflettere :

"Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a rendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare."
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