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21 ottobre 2010

Le stravaganti teorie di Sallusti sulla caduta di ben due governi. Di Pietro poi lo mette KO

Il direttore de Il Giornale a Ballarò sostiene che il primo Governo Berlusconi cadde a causa dell'avviso di garanzia ricevuto dal Premier nel 1994, mentre il secondo Governo Prodi cadde per le inchieste di De Magistris nel 2008.
Di Pietro corregge il tiro ricordando che l'uno cadde perché la Lega gli tolse la fiducia "per la questione delle pensioni", l'altro invece si concluse perché Mastella uscì dal Governo in quanto "indagato a Napoli" (la moglie fu anche arrestata). L'indagine Why Not di De Magistris non c'entra quindi nulla.
Aggiungiamo che Mastella tolse la fiducia a Prodi perché Berlusconi gli promise un alto numero di deputati e senatori se si fosse schierato con il centro-destra alle seguenti elezioni.


2 ottobre 2010

B. piazza i suoi in AGCOM e compra parlamentari. Intanto a Napoli torna la monnezza



Mentre Berlusconi piazza Martusciello (ex Publitalia e deputato FI) come nuovo commissario dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni al posto del dimissionario Innocenzi (intercettato insieme al Premier che gli intimava di alzare il fuoco su Annozero) e procede alla compravendita di alcuni parlamentari, in Campania sembra essere già finito il miracolo della sparizione della "monnezza".


28 maggio 2010

La storia di Favata/Berlusconi e dell'intercettazione Fassino/Consorte

Riassunto del caso di Fabrizio Favata, l'ex socio di Paolo Berlusconi che racconta di aver fatto ascoltare (a Silvio) e personalmente consegnato (a Paolo) i file audio di un'ormai celebre telefonata tra Piero Fassino e l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte. L'indagine della Procura di Milano dimostrerebbe come il Cavaliere abbia utilizzato atti giudiziari ancora coperti da segreto per screditare gli avversari politici.


10 settembre 2009

Marino, chi era costui?

 
Il PD è una barca che affonda, una copia sbiadita e perdente del PDL. Un partito che cerca i voti dei moderati (che invece scelgono puntualmente il PDL, cioè ovviamente l'originale). I suoi dirigenti si preoccupano del congresso di ottobre dove verrà eletto il nuovo leader mentre il Paese crolla schiacciato dalle "scarpe chiodate" del governo Berlusconi. I soliti noti stanno cercando di riappropriarsi della "stanza dei bottoni" del partito.
I candidati sono tre: Bersani cioè D'Alema, Franceschini e Marino. La competizione però è ridotta ai primi due. Peccato che Marino forse sia il più equilibrato e questo è il motivo per cui è tagliato fuori dalla corsa alla segreteria del PD sin dall'inizio. Lui parla di un partito che dovrebbe stare a sinistra, che dovrebbe allearsi con Di Pietro ed i Radicali invece di ripudiarli. Bersani cioè D'Alema cerca invece un'intesa con l'UDC di Casini e neanche Franceschini la disdegnerebbe. Quegli altri neanche li vogliono sentir nominare.
Ecco, uno di questi due sarà il nuovo timoniere della barca che affonda lentamente ed inesorabilmente.



27 ottobre 2008

L'Italia che temo ed il Malvagio.

 Messaggi semplici, anche al limite dell'inverosimile, che colpiscano l'immaginario comune e ne orientino gli andamenti emotivi e le preferenze.
Ecco spiegato perché Berlusconi ha il 73% (forse è troppo pompata come cifra ma anche dieci punti in meno non sminuirebbero l'importanza del dato) dei consensi e Veltroni ed il PD invece siano invisi a molti.
Come diceva Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista, "ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità". E Berlusconi, da uomo di televisione e marketing qual è, questo lo sa bene. Per contrastare efficacemente questa tendenza, l'opposizione dovrebbe, usando la stessa tecnica, smentire le affermazioni del Premier e dei suoi smontando puntualmente tutte le bugie che giornalmente vengono sbandierate sui mezzi di informazione di massa. Un po' come fece di Pietro, con non poche difficoltà, a Porta a Porta, quando riuscì a spiegare ai milioni di zombie che popolano l'audience del programma di Vespa che il Presidente del Consiglio non era uscito sempre assolto dai suoi processi, come lui invece amava ripetere, anzi!
Beh, stamattina ho appreso, sulla scia delle dichiarazioni di maggioranza ed opposizione sulla manifestazione di sabato organizzata dal PD (magari ce ne fosse una al giorno!) che, dopo avergli dato per lungo tempo del "giustizialista", il nuovo slogan ufficiale di Berlusconi per definire Di Pietro è "un uomo malvagio che sbraita" e che, ai tempi di Mani Pulite, "ha rovinato la vita di una quindicina di persone che non dovevano neanche essere processate".
Il fatto che un uomo politico dia del "cattivone" ad un altro, a un'analisi superficiale della cosa, sembra una definizione ridicola che neanche all'asilo verrebbe usata. Ma è solo lo specchio dell'Italia che Berlusconi sta plasmando. Una sua proprietà da amministrare e gestire con azioni precise e concetti chiari, nessuna complicata iperbole verbale. Leggi e provvedimenti ad personam. Divisione netta fra dove, ipoteticamente, starebbe il male e dove starebbe il bene. E funziona!
Ora, di fronte ad affermazioni del genere, io non rido più. Al contrario, temo. Chi rappresenta un impedimento per il potere, deve essere tolto di mezzo, in qualunque modo. Le parti si invertono. Chi parla di giustizia e si adopera affinché si ponga un freno allo scatafascio morale dei nostri governanti e della nostra società è un malvagio. Chi invece usa il potere a suo piacimento ed ormai tiene in mano il paese, in una subdola dittatura che non potrà che evolvere in senso negativo, è "quello bravo" e si prende i consensi di gran parte degli italiani, scimmiette addomesticate o furbi sciacalli, poco cambia.
Il potere è legittimato dai consensi, è vero, ma anche i regimi dittatoriali all'inizio lo sono sempre stati. Ecco, io ho davvero paura che prendere sotto gamba adesso questi segnali sia pericolosissimo. La manifestazione di sabato scorso e le proteste della scuola e dell'università, in quest'ottica, sono importantissime. Ma ce ne dovrebbero essere di più. E soprattutto ci dovrebbero essere segnali più forti da coloro che attualmente hanno i mezzi per contrastare Berlusconi e la sua maggiornanza. In Parlamento. Nelle piazze.
Se il Premier afferma che manderà l'esercito contro i manifestanti, bisogna subito fargli capire che, se lo facesse, gli si scatenerebbe contro l'inferno. In maniera pacifica e democratica, almeno fino a quando la linea non sarà superata. Altrimenti, domani, potrebbe succedere che determinate dichiarazioni di intenti non verranno più smentite, magari addossando la colpa ai giornalisti rei di aver frainteso, ma si passerà ai fatti. E sarà troppo tardi quando ci risveglieremo dal coma farmacologico a cui siamo stati ridotti.
settembre        novembre
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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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