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28 maggio 2010

La storia di Favata/Berlusconi e dell'intercettazione Fassino/Consorte

Riassunto del caso di Fabrizio Favata, l'ex socio di Paolo Berlusconi che racconta di aver fatto ascoltare (a Silvio) e personalmente consegnato (a Paolo) i file audio di un'ormai celebre telefonata tra Piero Fassino e l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte. L'indagine della Procura di Milano dimostrerebbe come il Cavaliere abbia utilizzato atti giudiziari ancora coperti da segreto per screditare gli avversari politici.


17 giugno 2009

Un uomo, un perché: Mario Giordano

Un uomo, un perché. Mario Giordano. Un po' pennivendolo, un po' comico, un po' maggiordomo, un po' avvocato difensore del Premier (uno dei tanti).
Direttore de Il Giornale capace di pubblicare, all'indomani delle elezioni Europee, una prima pagina dedicata al trionfo di Berlusconi che aveva, a dire del giornalista di regime, mandato tutti "a quel País". Ecco, nonostante il titolo, purtroppo per lui, la realtà dei fatti, che conosciamo sin dal giorno dopo le elezioni (proprio quando usciva la pagina celebrativa di Giordano), è che il Premier ed il suo partito registrano ed incassano una flessione (seppur contenuta sempre di perdita di consensi si tratta), che il PD continua la sua parabola discendente e che, al contrario, la Lega e lIDV sono più forti grazie ad un grande incremento di consensi.
Nel meraviglioso mondo di Mario Giordano (in cui Berlusconi è uno e trino), però, i segnali che arrivavano dai risultati parziali dello spoglio, già la sera di domenica 7 giugno, e che assumevano contorni molto concreti, evidentemente non avevano nessuna rilevanza. Il titolo gli sembrava bello e lui l'ha pubblicato lo stesso...quando si dice che limportante è crederci.
Ma fortunatamente lo scribacchino d'Arcore non si dedica solo a dirigere il quotidiano del suo padrone, no. Ogni tanto scrive anche dei libri, grazie a Dio. L'ultimo si intitola "5 in condotta - Tutto quello che bisogna sapere sul disastro della scuola". Lunedi 15 giugno, alla presentazione del libro, lui avrebbe voluto dirci cosa bisogna sapere sul disastro della scuola e per questo si era portato anche la ministra Gelmini e il Fedele Confalonieri...ma purtroppo gliel'hanno impedito quei "fascisti nel pubblico che sono il male del Paese" (leggasi genitori e soprattutto insegnanti dell'assemblea di Retescuole che esprimevano il loro profondo dissenso contro la distruzione della scuola pubblica ad opera della Gelmini). La dichiarazione di Giordano ai microfoni del TG5 (in pratica maggiordomi che si intervistano fra di loro) sulla vicenda è una battuta di una comicità che neanche i cinepanettoni di Natale potrebbero eguagliare: "Un paese in cui si pensa che Marx sia una barretta di cioccolato, in cui quando si parla di Tiepolo si pensa a uno dei sette nani ed in cui si crede che l'Infinito di Leopardi sia leopardare, merita 5 in condotta...". Poco prima aveva apostrofato come servi i contestatori. Loro.


4 maggio 2009

La strana voglia di regime degli italiani

In relazione al video "Il coma irreversibile dell'opinione pubblica in Italia" (visibile nel post precedente), ho ricevuto questo commento dall'utente enoric:
"Fregnacce sono i continui piagnistei sulla censura, tanto è vero che son sempre li a sbandierare il loro credo confezionando indisturbati ogni settimana la loro trasmissione di stampo palesemente antiberlusconiana. Dov'è che Berlusconi manipola l'informazione? Forse nelle sue reti e nei suoi giornali, come fanno tutte le testate di partito vedi L'Unità ma non certo nella televisione pubblica, perennemente invasa di benpensanti di sinistra".

Di seguito la mia risposta.

Ma, amico mio, sostenere quello che sostieni, qualunque sia il tuo orientamento politico, equivale a chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie facendo finta di niente di fronte a ciò che quotidianamente accade.

I fatti (ed i fatti sono la cosa più importante, poi ognuno la pensi come vuole) sono questi:

- Le tv ed i giornali controllati dal gruppo Berlusconi sono palesemente ed incondizionatamente a suo favore, e non potrebbe essere altrimenti. Riguardo al tuo esempio, l’Unità o il Manifesto sono organi di partito, il Giornale (editore Paolo Berlusconi) o il Corriere della Sera (RCS) in teoria non dovrebbero esserlo, ma sono “ampliamente proni” davanti al cavaliere. La Repubblica forse potrebbe essere un esempio più calzante, in quanto vota PD (o quello che ne rimane) ma si comporta come il PD, per cui puoi trarre tu le conclusioni sulla sua incisività...

- Il servizio pubblico (la Rai) non è mai stato indipendente. I governi di destra e sinistra ne hanno sempre orientato l’informazione in un senso o nell’altro (i 9 membri del Cda sono eletti dalla Commissione parlamentare di vigilanza e dal Ministero dell’Economia e della Finanza) . Ogni tanto, trasmissioni “fuori dal coro”, subito bollate come faziose (ma fortuna che ce ne sia ancora qualcuna!) subiscono minacce di chiusura (vedi l’ultima ad Annozero a proposito del terremoto in Abruzzo e ti invito a guardarla prima di dare eventuali giudizi sommari perché guardandola si capisce come siano ingiustificate e volte ad un unico obbiettivo censorio le accuse mosse alla trasmissione), dei collaboratori vengono sospesi (Vauro, per esempio, e non ti cito i soliti noti che sono stati totalmente estromessi dalla televisione in passato) o, appunto, le trasmissioni stesse vengono addirittura chiuse. A titolo di mero esempio, Sciuscià venne silurata dal governo “liberale” che è lo stesso di oggi, nell’ambito di quella famosa “pulizia della stalla” di cui parlò Fini all’inizio di quella legislatura.

- Ad oggi, il Premier è padrone assoluto (diretto o indiretto per motivi politici) di 6, dico 6, canali e giornali vari. Basta solo analizzare il minutaggio dedicato a lui ed alla sua maggioranza e, soprattutto, il modo in cui vengono raccontate le notizie che lo riguardano (qualcuno ha fatto riferimento, tanto per stare alle ultime news, alle parole di Veronica Lario sul suo (ormai) ex marito? Pensa a quello che sarebbe successo in Gran Bretagna, in Germania, in Francia, negli Stati Uniti…). Ed anche questi sono dati che hanno un riscontro concreto e documentabile.

- Il fatto che Annozero non sia stata chiusa (e se non verrà chiusa è solo perché significherebbe fare lo stesso autogol dei tempi di Sciuscià, ma non si può mai dire…) non vuol dire che l’informazione sia libera. Che Marco Travaglio possa raccontare dei fatti ben documentati (D-O-C-U-M-E-N-T-A-T-I) che non si sentono in nessun TG, non significa che ci sia libertà di stampa e che l’informazione non venga manipolata, anzi! Proprio a dimostrazione del fatto che l’informazione DEVE andare in un senso, ogni settimana ci si lamenta di Annozero come programma “fazioso” ed “antiberlusconiano” proprio perché da spazio a certe notizie (vere perché sempre documentate) e fornisce un punto di vista non allineato: quello critico ed indipendente di Travaglio (che, altra cosa riscontrabile nei fatti, racconta le lordure del sistema a destra e sinistra INDISTINTAMENTE ed è tutto tranne che uomo di sinistra: leggere la sua biografia se si avessero dei dubbi), ad esempio. Oppure ha un presentatore fortemente critico, Santoro, che ha la “colpa” di fare controinformazione anti- regime. Sarà anche “fazioso”, può darsi, ma non racconta BALLE (tutto è documentato, torno a dire, e non mi stancherò mai di ripeterlo perché è fondamentale). Questo è lo sport preferito, invece, di uno che è “fazioso al rovescio”, un Mario Giordano qualunque tanto per capirci, che ricorre spesso alla menzogna (per menzogna si intende il racconto di notizie in maniera approssimativa, senza riscontro di dati oggettivi e facendo passare le proprie interpretazioni come fatti. Ovviamente poi si viene puntualmente e scientificamente sputtanati. Quanti sono riusciti a sputtanare Travaglio sulle cose che racconta?).

Insomma la tua equazione è: se esiste Annozero, allora non c’è nessuna censura e l’informazione non è manipolata dai berlusconiani. Inoltre, Annozero racconta “fregnacce” e chi ci lavora “sbandiera il proprio credo”. Ognuno può “sbandierare il proprio credo”, caro mio, i berluscones lo fanno continuamente. Ma prima di parlare di “fregnacce” bisognerebbe valutare l’oggettività delle notizie che vengono date. E mi pare che bollando così i contenuti di Annozero, tu questo non lo faccia, altrimenti verresti subito smentito dai soliti e fastidiosissimi fatti. Piuttosto mi pare di cogliere insofferenza ed “antipatia” per chi la pensa (ed ha il diritto di farlo) in maniera diversa dalla tua. E ti ricordo anche che Annozero è una trasmissione, una soltanto, non rappresenta “l’intera informazione italiana”.

Infine, estremizzando e considerandoli per assurdo “schierati a priori” (perché in realtà se sono “schierati”, lo sono per quanto hanno visto, vissuto e testimoniato fino ad ora, e non lo sono certo a favore di qualche ridicolo partito come il PD, ma piuttosto in difesa dell’informazione, dei FATTI e della legalità, tutte cose che la biografia del nostro Premier e di molti parlamentari di destra e sinistra aborrono), Santoro e Travaglio starebbero da una parte (con l’aggiunta dei comici “comunisti”, quelli che fanno satira, non informazione, ma sappiamo che spesso, in questo senso, sono più utili loro, e quindi, fastidiosi, che tanti pennivendoli che si fanno chiamare “giornalista”). Invece, Giordano, Belpietro, Ferrara, Riotta, Mimun, Fede, Vespa e una lunga lista di altri nomi (se vuoi, prendi pure l’organigramma di ogni redazione di TG o giornale nazionale) stanno dall’altra.

L’informazione televisiva, in base a questo semplicissimo rapporto numerico, quindi, ti sembra libera ed indipendente? O sono tutte “fregnacce”? Se la risposta è sì, io e te viviamo in due mondi diversi. Nel tuo, Silvio è uno statista illuminato, incensurato ed onesto. Mi piacerebbe vivere lì da te, ma purtroppo mi ritrovo bloccato in questa triste realtà.


25 aprile 2009

MANUALE DI REGIME ITALIOTA

In un regime travestito da democrazia funziona così. Tutti devono ossequiare e sostenere il potere. Tutti coloro che esprimano anche solo un'opinione critica sull'operato di chi il potere lo detiene devono essere messi da parte, umiliati, tolti di mezzo.
E come, dato che questo sistema di governo si impone sempre in maniera subdola, si insinua come un virus che attacca lentamente e inesorabilmente, finendo per annullarle, le difese immunitarie del sistema democratico? Semplice. Servendosi di tutti i mezzi di propaganda disponibili per sferrare un'offensiva volta ad annichilire l'oppositore ed a trasformarlo nel pericolo pubblico numero uno, nella minaccia contro cui il bravo popolo deve fare causa comune stringendosi in un abbraccio solidale con il proprio leader carismatico, cui il buon cittadino aspira ed a cui vorrebbe assomigliare. Il cattivo, a seconda dei casi, può essere additato come "comunista" (in generale tutti gli oppositori politici, almeno se e quando ce n'è qualcuno), "spione" (cercare Genchi nell'ultima edizione del dizionario di regime), "fazioso" (ogni giornalista contestatore e non compiacente). Oppure si possono studiare, coniare ed introdurre nel linguaggio comune definizioni malignamente geniali come "giustizialista". Di completare l'opera si occupa la tradizionale e(d in)sana pratica del revisionismo.
Facciamo un esempio pratico: un magistrato osannato ed ammirato (pardossalmente anche da chi il potere adesso lo detiene) per le sue battaglie contro il malaffare e la corruzione nell'incancrenito sistema politico-economico del proprio paese negli anni Novanta, circa quindici anni dopo, di colpo, viene convertito nel diavolo, nel "boia che decapitò decine di teste" di innocenti cittadini. Scompaiono i fatti. E occhi distratti e memorie corte cancellano immagini e ricordi dei sacchi di soldi che questi "innocenti" avevano indebitamente accumulato. Dalla radiografia di quindici anni prima scompare, grazie ad un maldestro ma efficace ritocco grafico, il cancro che anni prima era visibilissimo. Lo stimato medico scopre di essere diventato il peggiore degli untori. Il ladro si veste da vittima. Il bene diventa male ed il male diventa bene.
Affinché la combustione interna della democrazia sia efficace, inesorabile ed apparentemente indolore è necessario, però, che l'azione di demolizione delle menti e di rieducazione del cittadino sia continua. Bene, questo è il compito dei tanti agenti di propaganda, pennivendoli e fedeli servitori di cui il potere si serve.
In Italia, per esempio, la "direttrice" de Il Giornale, Mario Giordano, risponde sempre "presente!" e si da tanto da fare per espletare al meglio le sue funzioni di "oggetto di regime". Per fortuna c'è ancora qualcuno che resiste.


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