.
Annunci online

TheGianlucaTV
30 maggio 2011

Amministrative 2011: Berlusconi straperde il suo "referendum"

Ahi ahi ahi...

Berlusconi lo aveva annunciato e fortemente promosso come un referendum sul Governo. A suo dire, gli elettori di Milano, di Napoli e quelli di tutti gli altri centri sarebbero stati chiamati ad esprimere il proprio voto non tanto sull'amministrazione della propria città o provincia, ma sul Governo e, nello specifico, sul Presidente del Consiglio.

E la gente si è espressa in maniera del tutto netta, chiara, quasi plebiscitaria. I ballottaggi ci consegnano un'Italia che sembra stanca della leadership di un vecchietto ormai ossessionato dai propri fantasmi.

Bene, lui ha voluto dare questa connotazione all'importantissima tornata elettorale e lui adesso ne dovrebbe pagare le conseguenze. La Lega (quella della base e non quella dei piani alti ormai sinsensibile alle istanze dei propri elettori) ha già sentenziato che lo sconfitto è lui e solo lui. Ci hanno pensato il Direttore de "La Padania" ed il consigliere comunale Matteo Salvini. Uno dei coordinatori del partito, Sandro Bondi, si è dimesso.

E Silvio che fa? Dalla trasferta rumena ammette che "stavolta abbiamo perso" ma precisa di essere corso a telefonare a Bossi per capire che aria tirava dalle parti della Lega. Pare che il Senatur lo abbia rassicurato sul fatto che il "Governo va avanti". Ma per quanto?

Poi aggiunge di non avere colpe e, ovviamente, dimettersi neanche per idea. Infine l'anatema: "penso che a Napoli si pentiranno tutti moltissimo...che i milanesi preghino il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo".

Nel frattempo, facendo zapping alla ricerca di approfondimenti sui risultati, mi chiedevo a che ora dessero in TV il suicidio di Mastella che, noto per la sua coerenza, dopo aver promesso l'estremo gesto in caso di vittoria di De Magistris, dovrebbe ormai essere pronto a salutare questa nostra vita terrena.


21 ottobre 2010

Le stravaganti teorie di Sallusti sulla caduta di ben due governi. Di Pietro poi lo mette KO

Il direttore de Il Giornale a Ballarò sostiene che il primo Governo Berlusconi cadde a causa dell'avviso di garanzia ricevuto dal Premier nel 1994, mentre il secondo Governo Prodi cadde per le inchieste di De Magistris nel 2008.
Di Pietro corregge il tiro ricordando che l'uno cadde perché la Lega gli tolse la fiducia "per la questione delle pensioni", l'altro invece si concluse perché Mastella uscì dal Governo in quanto "indagato a Napoli" (la moglie fu anche arrestata). L'indagine Why Not di De Magistris non c'entra quindi nulla.
Aggiungiamo che Mastella tolse la fiducia a Prodi perché Berlusconi gli promise un alto numero di deputati e senatori se si fosse schierato con il centro-destra alle seguenti elezioni.


21 settembre 2009

BRUNETTA ATTACCA LA SINISTRA. MA NON DOVREBBE RINGRAZIARLA?

Mentre la barca del PD affonda inesorabilmente, Brunetta (sì proprio quello lì, il Ministro della permalosità, della frustrazione e dei proclami sulla Pubblica Amministrazione) scarica un po’ della sua insoddisfazione personale (perché altrimenti spiegatemi perché è sempre così acido!) sulla sinistra “elitaria e parassitaria che prepara il colpo di Stato”. Ora, sull’elitaria e sul parassitaria, potremmo anche essere d’accordo, ma è il colpo di stato del quale vaneggia Brunetta (in perfetto stile Berlusconi) che lascia un po’ perplesso questo umile cittadino. Cioè non me li vedo D’Alema, Fassino, Bersani e tutti gli altri a complottare per far cadere il governo. Non ne sembrano capaci, è questo il punto. Perché gridare “al lupo! al lupo!”, se il lupo è al massimo un cane malato e moribondo, dunque? Solita storia: spostare l’attenzione dei media (ed eventuali domande che…ehm…no, domande non ne sarebbero comunque arrivate, come non detto…) da temi seri come la crisi che sta divorando il Paese e rovinando la vita di milioni di lavoratori a polemiche “di così basso livello”, come le definisce Donadi dell’IDV. Questa “elite di merda vada a morire ammazzata” , tuona il piccolo duce della funzione pubblica. La risposta più bella alle dichiarazioni del ministro tascabile, però, bisogna ammettere che l’ha regalata Dario Franceschini, attuale segretario del PD nonché uno dei candidati di ottobre per la leadership del partito: "I soliti insulti di Brunetta mi hanno confermato nella convinzione che l'unica 'Brunetta' che merita rispetto è quella dei Ricchi e Poveri".
E a dire il vero, mentre il governo “gestiva la crisi” ed il PD latitava (“non abbiamo visto l'opposizione”, prosegue Brunetta), Franceschini un minimo segno di vita lo faceva registrare, con quella parvenza di capo dell’opposizione che, pur non essendo molto, almeno sembrava meglio di quel “dialogo con lo statista illuminato”, che aveva cercato sin dall’inizio Veltroni prima di rendersi conto che forse, ma forse, Berlusconi non era cambiato affatto. Dialogo? Certo, purché unidirezionale.
All'orizzonte di questa sinistra, però, non sembra esserci un'isola su cui approdare per salvare la barca che affonda. Ci sono, invece, i soliti noti grazie ai quali esiste Berlusconi. E se esiste Berlusconi, esiste anche Brunetta. Per cui, mi chiedo: perché non li ringrazia invece di attaccarli? Ingrato di un ingrato...


10 settembre 2009

Marino, chi era costui?

 
Il PD è una barca che affonda, una copia sbiadita e perdente del PDL. Un partito che cerca i voti dei moderati (che invece scelgono puntualmente il PDL, cioè ovviamente l'originale). I suoi dirigenti si preoccupano del congresso di ottobre dove verrà eletto il nuovo leader mentre il Paese crolla schiacciato dalle "scarpe chiodate" del governo Berlusconi. I soliti noti stanno cercando di riappropriarsi della "stanza dei bottoni" del partito.
I candidati sono tre: Bersani cioè D'Alema, Franceschini e Marino. La competizione però è ridotta ai primi due. Peccato che Marino forse sia il più equilibrato e questo è il motivo per cui è tagliato fuori dalla corsa alla segreteria del PD sin dall'inizio. Lui parla di un partito che dovrebbe stare a sinistra, che dovrebbe allearsi con Di Pietro ed i Radicali invece di ripudiarli. Bersani cioè D'Alema cerca invece un'intesa con l'UDC di Casini e neanche Franceschini la disdegnerebbe. Quegli altri neanche li vogliono sentir nominare.
Ecco, uno di questi due sarà il nuovo timoniere della barca che affonda lentamente ed inesorabilmente.



17 giugno 2009

Un uomo, un perché: Mario Giordano

Un uomo, un perché. Mario Giordano. Un po' pennivendolo, un po' comico, un po' maggiordomo, un po' avvocato difensore del Premier (uno dei tanti).
Direttore de Il Giornale capace di pubblicare, all'indomani delle elezioni Europee, una prima pagina dedicata al trionfo di Berlusconi che aveva, a dire del giornalista di regime, mandato tutti "a quel País". Ecco, nonostante il titolo, purtroppo per lui, la realtà dei fatti, che conosciamo sin dal giorno dopo le elezioni (proprio quando usciva la pagina celebrativa di Giordano), è che il Premier ed il suo partito registrano ed incassano una flessione (seppur contenuta sempre di perdita di consensi si tratta), che il PD continua la sua parabola discendente e che, al contrario, la Lega e lIDV sono più forti grazie ad un grande incremento di consensi.
Nel meraviglioso mondo di Mario Giordano (in cui Berlusconi è uno e trino), però, i segnali che arrivavano dai risultati parziali dello spoglio, già la sera di domenica 7 giugno, e che assumevano contorni molto concreti, evidentemente non avevano nessuna rilevanza. Il titolo gli sembrava bello e lui l'ha pubblicato lo stesso...quando si dice che limportante è crederci.
Ma fortunatamente lo scribacchino d'Arcore non si dedica solo a dirigere il quotidiano del suo padrone, no. Ogni tanto scrive anche dei libri, grazie a Dio. L'ultimo si intitola "5 in condotta - Tutto quello che bisogna sapere sul disastro della scuola". Lunedi 15 giugno, alla presentazione del libro, lui avrebbe voluto dirci cosa bisogna sapere sul disastro della scuola e per questo si era portato anche la ministra Gelmini e il Fedele Confalonieri...ma purtroppo gliel'hanno impedito quei "fascisti nel pubblico che sono il male del Paese" (leggasi genitori e soprattutto insegnanti dell'assemblea di Retescuole che esprimevano il loro profondo dissenso contro la distruzione della scuola pubblica ad opera della Gelmini). La dichiarazione di Giordano ai microfoni del TG5 (in pratica maggiordomi che si intervistano fra di loro) sulla vicenda è una battuta di una comicità che neanche i cinepanettoni di Natale potrebbero eguagliare: "Un paese in cui si pensa che Marx sia una barretta di cioccolato, in cui quando si parla di Tiepolo si pensa a uno dei sette nani ed in cui si crede che l'Infinito di Leopardi sia leopardare, merita 5 in condotta...". Poco prima aveva apostrofato come servi i contestatori. Loro.


17 giugno 2009

Il sogno di riscoprire la questione morale






aprile        giugno
in evidenza

29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

chi sono
TheGianlucaTV
I libri per chiarelettere

I nuovi mostri
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

Italiopoli
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

prossimi appuntamenti
Tutti gli appuntamenti
archivio



Blog letto 1 volte
bacheca

Journalist Blogs - BlogCatalog Blog Directory Join My Community at MyBloglog! BlogItalia.it - La directory italiana dei blog TopOfBlogs