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9 ottobre 2009

¿Pero como es posible que Berlusconi…?

 

In questi giorni in cui la sensibilità democratica di molti italiani è letteralmente violentata dalle estemporanee ed autoritarie prese di posizione del Presidente del Consiglio, da sempre totalmente insofferente alle regole del sistema costituzionale del nostro Paese, vorrei provare a fornire una prospettiva diversa. L’Italia vista dall’estero, nello specifico dalla Spagna, ma non dai giornali, che Berlusconi considera (tanto per variare sul tema di fondo) parte dell’Internazionale di Sinistra che sta cospirando per rovesciare il suo regime populista, in cui tutto gli è dovuto perché legittimato dal voto. L’Italia vista dai cittadini spagnoli.

La premessa è che la crisi mondiale, iniziata in Spagna anche prima rispetto ad altri paesi europei, ha ovviamente prodotto il calo degli indici di gradimento nei confronti di Zapatero, ma questo è normale, quasi fisiologico, se governi (che tu lo faccia bene o male) durante un periodo difficile come questo. Ma il leader spagnolo, soprattutto durante il suo primo mandato, ha dimostrato di avere il coraggio e la capacità di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, anche quando si è trattato di fare scelte difficili. Su tutto, la laicità dello Stato sulla quale non ci dovrebbero essere dubbi ma che è così difficile da ottenere in un Paese in cui la Chiesa ha da sempre avuto un grande potere (Italia docet). Indipendenza culturale e politica dal Vaticano, dunque, ma anche dagli Stati Uniti di George Bush con il ritiro immediato delle truppe dall’Iraq nel 2004. E poi, la divisione al 50% dei ministeri fra uomini e donne, le leggi per la tolleranza ed i diritti degli omosessuali e, nel contempo, gli incentivi alle famiglie. Insomma un leader di sinistra che non ha paura di sostenere i principi e di attuare il programma per cui i suoi elettori lo hanno scelto.

Pensando a questo e paragonando il tutto alla situazione italiana, mi vengono in genere due considerazioni. Uno: che tristezza pensare alla nostra “sinistra” rispetto al socialismo (con la S maiuscola) zapateriano. Due: se gli spagnoli hanno delle ragioni per lamentarsi di un leader così, chissà cosa pensano di Berlusoni…

In realtà a questa domanda è facilissimo rispondersi da soli (e ne ho avute di risposte nel corso di questi anni) ma, ancora una volta, trovandomi nella penisola iberica per lavoro, ho avuto l’ardire di confrontarmi e soprattutto chiedere. Un po’ per avere un aggiornamento sulla considerazione (già di per sé bassa) che i nostri primos hermanos, come si definiscono loro nei confronti degli italiani, hanno del nostro Premier, dopo le ultime vicende che lo hanno visto, ahimé, ancora ed infinitamente protagonista. Un po’ per masochismo…

Ne è venuto fuori un mix di ilarità, sconcerto, incredulità. Io cercavo di spiegare anche nel dettaglio i problemi che viviamo e come parte del Paese li affronta: il bavaglio alla stampa, le leggi ad personam, le lobby politico-affaristico-mafiose, il caso Alitalia, la finanza con le pezze al culo, ecc. ecc. ecc. Ma non sarebbe stato necessario. Già solo l’idea che un solo uomo possa vivere impunito ed intoccabile un immenso conflitto di interessi come quello di Berlusconi, agli occhi di uno straniero, da qualunque civiltà democratica esso provenga, è inconcepibile.

“Ma come è possibile che Berlusconi…” è il ritornello con cui i miei interlocutori esprimevano la propria perplessità sul caso italiano. E, a onor del vero, forse per un atto di compassione inconscio, mi venivano anche raccontanti episodi di illegalità spagnola, i cui protagonisti da noi come minimo avrebbero preso una medaglia al valore civile per essersi mantenuti entro certi limiti. Insomma hanno dei delinquenti quasi da invidiare, verrebbe da dire.

Nel frattempo sono arrivate le notizie della tragedia vissuta nella mia provincia, quella di Messina, della “guerra” mediatica contro Annozero per (questa volta) l’ospitata alla D’Addario. Il tutto corredato dalle immagini di quella faccia triste ed arrabbiata, a seconda dei casi, ma comunque di plastica di un uomo che, in barba alla legge ed alla democrazia, si è impadronito, pezzo per pezzo, di un Paese.

Per fortuna sono tornato in Italia prima della decisione della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. Cosa mi sarei dovuto inventare per spiegare agli spagnoli cosa succede in Italia quando un’istituzione fa il suo dovere?








9 ottobre 2008

UN EROE ITALIANO

 L'informazione italiana ci propina giorno dopo giorno una marea di balle alle quali siamo ormai totalmente assuefatti. Proviamo a disintossicarci CERCANDO l'informazione sulla rete, CONFRONTANDO idee e pareri, VAGLIANDO i documenti. RIFLETTENDO. Ecco una serie di balle sul Cavalier S. e i fatti che smentiscono tali menzogne propinate dall'informazione globale di regime.
 

5 agosto 2008

SHAME ON US

  I'm really ashamed of my country. Everyday more.
I kwow Italy has always been a place full of contraddictions but still I can't accept it.
I can't accept the easy it seems to live in immorality, looseness and illegality.
I know that if Berlusconi won again after only two years he was sent back home (was he?) by voters sick and tired of the very personal use he did of politics, it is because in Italy people seem to have very short memory. We are the country of "rehabilitation" but still I can't accept it.
Press, tv, journalists, everyone bows down to the power. No criticism, no rebellion to the destruction of the Rule of Law, no indipendent thinking or acting. This is my country. This is the modern "Berlusconism dictatorship".
In this picture, then, it is easy to understand the "Lodo Alfano", a bill which represents a "response to the need of those in the highest positions of state to work in serenity" as the (In)Justice Italian minister stated.
Then there's the mess-up of the last financial law which basically takes away from the workers the right to sue their company when it doesn't guarantee them with regular contracts as the law states. Basically, if before a company didn't give the worker a permanent contract after a certain period of fixed-term employment and he still worked under this kind of contract beyond the time limit stated by law, he could ask to the court for a permanent employment and the company was forced to give it to him. With the new financial law the only thing that the company is forced to do is just paying a fine corresponding to the salary of the worker for a period from two to six months. Question: who the hell is going to refuse to pay a stupid fine when you're not forced to guarantee a permanent contract to you employee anymore? Another question: who the hell is going to tell the court he's working under fixed term beyond the time limit knowing that he can be released on the spot by the company if he does that?
And the list is longer and longer, every damn day more. Like someone said, "I feel disgusted, angry, sick. But not of those wirepullers of my raped country, I'm sick of ourselves who don't go to throw our rage up their expensive shoes!".

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