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3 ottobre 2012

Twittario di bordo (Data astrale 28/09/2012): Sallusti, Polverini, proteste in Spagna

Dopo qualche tempo alla deriva, riprendiamo (speriamo) la rotta…

 
A me che #Sallusti vada in carcere per un articolo non piace per niente. Ma se si fosse chiamato pincopallo chi lo avrebbe sostenuto?
 
La Cassazione ha confermato i 14 mesi di carcere inflitti al direttore del Giornale Sallusti per diffamazione aggravata relativamente all’articolo scritto da Renato Farina con lo pseudonimo di Dreyfus e pubblicato nel 2007 da Libero, diretto ai tempi dallo stesso Sallusti. La destra “liberale” che oggi difende Sallusti, però, è la stessa che sosteneva la necessità di perseguire penalmente i commenti sui blog.
C’è chi sostiene che, sostenendo Sallusti, si difende il principio sacrosanto della libertà di espressione. Chi invece attacca la “casta” dei giornalisti perché esprimere il proprio pensiero non può equivalere ad essere liberi di diffamare.
Più semplicemente io penso che si applichino i soliti due pesi e due misure per i “potenti” e gli “insignificanti”.
Detto questo, una sanzione pecuniaria e l’obbligo di rettificare con la stessa evidenza data alla notizia diffamatoria e di chiedere scusa sarebbero sufficienti.
 
Il Giornale chiede: "vi invitiamo a condividere su Twitter #SiamotuttiSallusti e a cambiare la foto profilo". La foto di Sallusti???
 
Adesso, va bene tutto ma chiedere di identificarsi con Sallusti e invitare persino a cambiare la propria foto del profilo con quella del direttore del Giornale no, eh!
 
Il sito del quotidiano Pubblico di Luca Telese pubblica, linkandola a Twitter, una breve che riprende un tweet di Mentana in cui si segnala una foto di Beppe Grillo, nel 2007, accanto a Fiorito ad una manifestazione: “A fare la segnalazione, il direttore del TgLa7 Enrico Mentana su Twitter che cita Ciociaria Oggi e aggiunge: “Grillo e Fiorito insieme: foto vera. Ma nulla di male” (e sottoscriviamo).
 
Premesso che si trattava di un convegno sulla gestione dei rifiuti, prima pubblicano la foto, poi però dicono "ah ma nulla di male, eh…". E quindi qual è la rilevanza di questa "notizia"? Qual è lo scopo di questa pubblicazione se non quello di accostare Grillo ad un (potenziale) farabutto come Fiorito per instillare il dubbio che magari...forse...chissà, visto che erano nello stesso posto, anche Grillo potrebbe essere uguale ai politici che tanto contesta? Un ottimo servizio all'informazione dei cittadini, non c'è che dire.
 
Mentre in Italia la #Polverini è ospite a #Ballarò, in Spagna gli indignados manifestano davanti al Parlamento. Ecco la differenza. #25s
 
Ammiro molto la risolutezza con cui i cittadini spagnoli si sono riversati nelle strade in più occasioni, come quella del 25 e 26 settembre, per contestare i tagli del proprio Governo allo Stato sociale. Da noi, la stessa sera la Polverini sbraitava in tv definendosi vittima di quanto accaduto alla Regione Lazio.
Un Paese in cui un politico va in tv a reti unificate (ho perso il conto delle trasmissioni che hanno ospitato la Polverini nell’ultima settimana) a pretendere (!) la comprensione del cittadino - fingendosi vittima di un sistema di cui il politico stesso è in realtà a capo - e in cui il cittadino rimane impalato davanti alla tv ad assistere a quello spettacolo indegno, è un Paese che merita quello che di negativo gli accade.

26 gennaio 2009

Manifestazione Cox18, Milano

La strategia della paura funziona e garantisce campo libero, ed addirittura appoggio, all’autoritarismo ed allo stato di polizia. Questo è un dato di fatto.

Sabato ho partecipato al corteo di protesta contro lo sgombero del centro sociale di Conchetta a Milano. In genere non mi capita di frequentare i centri sociali e non conosco molto la realtà del Cox18, che gestiva il centro in questione. E allora perché sono andato alla manifestazione? Perché non trovo corretto che si tolga di mezzo una realtà socio-culturale per far spazio alle ruspe ed al cemento dell’Expò.

Ovviamente e sempre secondo la già citata strategia della paura, mentre un lunghissimo corteo sfilava pacificamente da XXIV maggio verso la zona del Duomo, nei negozi del centro (e lo so perché ho ascoltato delle testimonianze dirette) si parlava di “gente per terra” calpestata da un’orda di manifestanti infuriati.

Purtroppo, però, rispondere alla mano dura con cori inneggianti a Piazzale Loreto, dal mio punto di vista, è del tutto censurabile, non aiuta a migliorare la percezione dei fatti e produce solo il risultato di equiparare vittime e carnefici nell’immaginario comune. La stampa, poi, fa sempre la sua parte.


27 ottobre 2008

L'Italia che temo ed il Malvagio.

 Messaggi semplici, anche al limite dell'inverosimile, che colpiscano l'immaginario comune e ne orientino gli andamenti emotivi e le preferenze.
Ecco spiegato perché Berlusconi ha il 73% (forse è troppo pompata come cifra ma anche dieci punti in meno non sminuirebbero l'importanza del dato) dei consensi e Veltroni ed il PD invece siano invisi a molti.
Come diceva Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista, "ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità". E Berlusconi, da uomo di televisione e marketing qual è, questo lo sa bene. Per contrastare efficacemente questa tendenza, l'opposizione dovrebbe, usando la stessa tecnica, smentire le affermazioni del Premier e dei suoi smontando puntualmente tutte le bugie che giornalmente vengono sbandierate sui mezzi di informazione di massa. Un po' come fece di Pietro, con non poche difficoltà, a Porta a Porta, quando riuscì a spiegare ai milioni di zombie che popolano l'audience del programma di Vespa che il Presidente del Consiglio non era uscito sempre assolto dai suoi processi, come lui invece amava ripetere, anzi!
Beh, stamattina ho appreso, sulla scia delle dichiarazioni di maggioranza ed opposizione sulla manifestazione di sabato organizzata dal PD (magari ce ne fosse una al giorno!) che, dopo avergli dato per lungo tempo del "giustizialista", il nuovo slogan ufficiale di Berlusconi per definire Di Pietro è "un uomo malvagio che sbraita" e che, ai tempi di Mani Pulite, "ha rovinato la vita di una quindicina di persone che non dovevano neanche essere processate".
Il fatto che un uomo politico dia del "cattivone" ad un altro, a un'analisi superficiale della cosa, sembra una definizione ridicola che neanche all'asilo verrebbe usata. Ma è solo lo specchio dell'Italia che Berlusconi sta plasmando. Una sua proprietà da amministrare e gestire con azioni precise e concetti chiari, nessuna complicata iperbole verbale. Leggi e provvedimenti ad personam. Divisione netta fra dove, ipoteticamente, starebbe il male e dove starebbe il bene. E funziona!
Ora, di fronte ad affermazioni del genere, io non rido più. Al contrario, temo. Chi rappresenta un impedimento per il potere, deve essere tolto di mezzo, in qualunque modo. Le parti si invertono. Chi parla di giustizia e si adopera affinché si ponga un freno allo scatafascio morale dei nostri governanti e della nostra società è un malvagio. Chi invece usa il potere a suo piacimento ed ormai tiene in mano il paese, in una subdola dittatura che non potrà che evolvere in senso negativo, è "quello bravo" e si prende i consensi di gran parte degli italiani, scimmiette addomesticate o furbi sciacalli, poco cambia.
Il potere è legittimato dai consensi, è vero, ma anche i regimi dittatoriali all'inizio lo sono sempre stati. Ecco, io ho davvero paura che prendere sotto gamba adesso questi segnali sia pericolosissimo. La manifestazione di sabato scorso e le proteste della scuola e dell'università, in quest'ottica, sono importantissime. Ma ce ne dovrebbero essere di più. E soprattutto ci dovrebbero essere segnali più forti da coloro che attualmente hanno i mezzi per contrastare Berlusconi e la sua maggiornanza. In Parlamento. Nelle piazze.
Se il Premier afferma che manderà l'esercito contro i manifestanti, bisogna subito fargli capire che, se lo facesse, gli si scatenerebbe contro l'inferno. In maniera pacifica e democratica, almeno fino a quando la linea non sarà superata. Altrimenti, domani, potrebbe succedere che determinate dichiarazioni di intenti non verranno più smentite, magari addossando la colpa ai giornalisti rei di aver frainteso, ma si passerà ai fatti. E sarà troppo tardi quando ci risveglieremo dal coma farmacologico a cui siamo stati ridotti.
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