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28 maggio 2011

Minzolini torna in video per difendere l'indifendibile (se stesso) vs. Annozero (27/05/2011)

Augusto MinzoLingua, quello indagato dalla Procura di Roma per peculato, quello il cui TG è alle dipendenze del Presidente del Consiglio, torna in video con un editoriale in cui si fa l'autodifesa contro le critiche di Annozero e della stampa di opposizione per la sua scelta di ospitare un lungo monologo di Berlusconi la settimana precedente.


6 agosto 2009

Berlusconi e l'ancora di salvezza del centro-sinistra

Riflettevo su quanto abbia fatto negli anni il centro-sinitra per Berlusconi, più dei suoi stessi alleati. Temo che, come già accaduto, anche in questo momento di difficoltà, il Cavaliere troverà sempre la sua ancora di salvezza...

Alcuni passi dall'imitazione di Rutelli fatta da Corrado Guzzanti in stile Alberto Sordi.

"Berluscò, stamo a lavorà ppe tte...so' cinque anni che te portamo l'acqua co' l'orecchie ahò, ma che ce voi pure a scorza de limone???"

"5 anni di centrosinistra [1996-2001], nessuno ha mai toccato il conflitto di interessi"

"nun te piaceva Prodi? l'amo mannato all'estero, ahò..."

"A prima cosa che fa D'Alema è ddi' che Mediaset è na grande industria culturale e che tu sei 'ngran statista europeo"

"Fini te stava a rivortà? Gli abbiamo scatenato Mariotto Segni...Bossi faceva er drogato? So semo presi noi, te l'avemo disintossicato e te l'avemo ridato ca agaranzia, ahò..."

"D'Alema fa tutti i libri, li pubblica ca Mondadori..."

"Dice a Rai è un servizio pubblico...ma che pubblico, a Berluscò! A Rai è un servizio tuo! Te l'abbiamo dato a te! Berlusconi, c'abbiamo messo mezza Mediaset dentro, ahò...facciamo dei programmi pe' ffa stravince Canale 5...t'avemo messo Bruno Vespa, che artro voi??"

"Te dava fastidio Veronesi, uno scienziato che diceva tante cose brutte sulla libertà scientifica che facevano tanto dispiacere al Sacro Padre...l'abbiamo isolato, nun se candida più hai visto? Perché noi er Santo Padre lo anticipamo, nun ce deve manco telefonà..."

"Gli ho detto anche, ce voi camminà 'ntesta, camminace 'ntesta, te chiedo solo de levatte i soprarzi de legno perché me lascia er segno..."

"Er paese non è né de destra né de sinistra, è de Berlusconi!"


17 giugno 2009

Il sogno di riscoprire la questione morale






11 maggio 2009

La crisi è finita, andate in pace.

 I disoccupati pubblici e privati aumentano, la gente non arriva a fine mese, il debito pubblico è alle stelle, le piccole e medie aziende chiudono o fanno i salti mortali per sopravvivere, l'evasione fiscale risale. Ma bisogna "essere ottimisti" e "consumare". Nel frattempo, il 50% aziende italiane quotate in borsa ed il 25% delle banche hanno partecipazioni in società offshore costituite in vari paradisi fiscali...
Ma ci sono fatti ben più gravi di cui preoccuparsi: il Bagaglino ha chiuso i battenti, alcune veline si lamentano della loro esclusione improvvisa dalle liste del pdl per le europee, Veronica e Silvio si separano "per colpa della stampa di sinistra", la febbre suina si diffonde (nonostante le smentite, io sospetto ancora di Calderoli...). Sorridiamo, va tutto bene.




4 maggio 2009

La strana voglia di regime degli italiani

In relazione al video "Il coma irreversibile dell'opinione pubblica in Italia" (visibile nel post precedente), ho ricevuto questo commento dall'utente enoric:
"Fregnacce sono i continui piagnistei sulla censura, tanto è vero che son sempre li a sbandierare il loro credo confezionando indisturbati ogni settimana la loro trasmissione di stampo palesemente antiberlusconiana. Dov'è che Berlusconi manipola l'informazione? Forse nelle sue reti e nei suoi giornali, come fanno tutte le testate di partito vedi L'Unità ma non certo nella televisione pubblica, perennemente invasa di benpensanti di sinistra".

Di seguito la mia risposta.

Ma, amico mio, sostenere quello che sostieni, qualunque sia il tuo orientamento politico, equivale a chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie facendo finta di niente di fronte a ciò che quotidianamente accade.

I fatti (ed i fatti sono la cosa più importante, poi ognuno la pensi come vuole) sono questi:

- Le tv ed i giornali controllati dal gruppo Berlusconi sono palesemente ed incondizionatamente a suo favore, e non potrebbe essere altrimenti. Riguardo al tuo esempio, l’Unità o il Manifesto sono organi di partito, il Giornale (editore Paolo Berlusconi) o il Corriere della Sera (RCS) in teoria non dovrebbero esserlo, ma sono “ampliamente proni” davanti al cavaliere. La Repubblica forse potrebbe essere un esempio più calzante, in quanto vota PD (o quello che ne rimane) ma si comporta come il PD, per cui puoi trarre tu le conclusioni sulla sua incisività...

- Il servizio pubblico (la Rai) non è mai stato indipendente. I governi di destra e sinistra ne hanno sempre orientato l’informazione in un senso o nell’altro (i 9 membri del Cda sono eletti dalla Commissione parlamentare di vigilanza e dal Ministero dell’Economia e della Finanza) . Ogni tanto, trasmissioni “fuori dal coro”, subito bollate come faziose (ma fortuna che ce ne sia ancora qualcuna!) subiscono minacce di chiusura (vedi l’ultima ad Annozero a proposito del terremoto in Abruzzo e ti invito a guardarla prima di dare eventuali giudizi sommari perché guardandola si capisce come siano ingiustificate e volte ad un unico obbiettivo censorio le accuse mosse alla trasmissione), dei collaboratori vengono sospesi (Vauro, per esempio, e non ti cito i soliti noti che sono stati totalmente estromessi dalla televisione in passato) o, appunto, le trasmissioni stesse vengono addirittura chiuse. A titolo di mero esempio, Sciuscià venne silurata dal governo “liberale” che è lo stesso di oggi, nell’ambito di quella famosa “pulizia della stalla” di cui parlò Fini all’inizio di quella legislatura.

- Ad oggi, il Premier è padrone assoluto (diretto o indiretto per motivi politici) di 6, dico 6, canali e giornali vari. Basta solo analizzare il minutaggio dedicato a lui ed alla sua maggioranza e, soprattutto, il modo in cui vengono raccontate le notizie che lo riguardano (qualcuno ha fatto riferimento, tanto per stare alle ultime news, alle parole di Veronica Lario sul suo (ormai) ex marito? Pensa a quello che sarebbe successo in Gran Bretagna, in Germania, in Francia, negli Stati Uniti…). Ed anche questi sono dati che hanno un riscontro concreto e documentabile.

- Il fatto che Annozero non sia stata chiusa (e se non verrà chiusa è solo perché significherebbe fare lo stesso autogol dei tempi di Sciuscià, ma non si può mai dire…) non vuol dire che l’informazione sia libera. Che Marco Travaglio possa raccontare dei fatti ben documentati (D-O-C-U-M-E-N-T-A-T-I) che non si sentono in nessun TG, non significa che ci sia libertà di stampa e che l’informazione non venga manipolata, anzi! Proprio a dimostrazione del fatto che l’informazione DEVE andare in un senso, ogni settimana ci si lamenta di Annozero come programma “fazioso” ed “antiberlusconiano” proprio perché da spazio a certe notizie (vere perché sempre documentate) e fornisce un punto di vista non allineato: quello critico ed indipendente di Travaglio (che, altra cosa riscontrabile nei fatti, racconta le lordure del sistema a destra e sinistra INDISTINTAMENTE ed è tutto tranne che uomo di sinistra: leggere la sua biografia se si avessero dei dubbi), ad esempio. Oppure ha un presentatore fortemente critico, Santoro, che ha la “colpa” di fare controinformazione anti- regime. Sarà anche “fazioso”, può darsi, ma non racconta BALLE (tutto è documentato, torno a dire, e non mi stancherò mai di ripeterlo perché è fondamentale). Questo è lo sport preferito, invece, di uno che è “fazioso al rovescio”, un Mario Giordano qualunque tanto per capirci, che ricorre spesso alla menzogna (per menzogna si intende il racconto di notizie in maniera approssimativa, senza riscontro di dati oggettivi e facendo passare le proprie interpretazioni come fatti. Ovviamente poi si viene puntualmente e scientificamente sputtanati. Quanti sono riusciti a sputtanare Travaglio sulle cose che racconta?).

Insomma la tua equazione è: se esiste Annozero, allora non c’è nessuna censura e l’informazione non è manipolata dai berlusconiani. Inoltre, Annozero racconta “fregnacce” e chi ci lavora “sbandiera il proprio credo”. Ognuno può “sbandierare il proprio credo”, caro mio, i berluscones lo fanno continuamente. Ma prima di parlare di “fregnacce” bisognerebbe valutare l’oggettività delle notizie che vengono date. E mi pare che bollando così i contenuti di Annozero, tu questo non lo faccia, altrimenti verresti subito smentito dai soliti e fastidiosissimi fatti. Piuttosto mi pare di cogliere insofferenza ed “antipatia” per chi la pensa (ed ha il diritto di farlo) in maniera diversa dalla tua. E ti ricordo anche che Annozero è una trasmissione, una soltanto, non rappresenta “l’intera informazione italiana”.

Infine, estremizzando e considerandoli per assurdo “schierati a priori” (perché in realtà se sono “schierati”, lo sono per quanto hanno visto, vissuto e testimoniato fino ad ora, e non lo sono certo a favore di qualche ridicolo partito come il PD, ma piuttosto in difesa dell’informazione, dei FATTI e della legalità, tutte cose che la biografia del nostro Premier e di molti parlamentari di destra e sinistra aborrono), Santoro e Travaglio starebbero da una parte (con l’aggiunta dei comici “comunisti”, quelli che fanno satira, non informazione, ma sappiamo che spesso, in questo senso, sono più utili loro, e quindi, fastidiosi, che tanti pennivendoli che si fanno chiamare “giornalista”). Invece, Giordano, Belpietro, Ferrara, Riotta, Mimun, Fede, Vespa e una lunga lista di altri nomi (se vuoi, prendi pure l’organigramma di ogni redazione di TG o giornale nazionale) stanno dall’altra.

L’informazione televisiva, in base a questo semplicissimo rapporto numerico, quindi, ti sembra libera ed indipendente? O sono tutte “fregnacce”? Se la risposta è sì, io e te viviamo in due mondi diversi. Nel tuo, Silvio è uno statista illuminato, incensurato ed onesto. Mi piacerebbe vivere lì da te, ma purtroppo mi ritrovo bloccato in questa triste realtà.


1 maggio 2009

Il coma irreversibile dell'opinione pubblica in Italia

Sostenere strenuamente il falso per convertirlo in pasticche di verità chimicamente sintetizzata da somministrare al lettore fedele e privo di spirito critico o a quello distratto e disinformato (e fermamente arroccato sulla sua collinetta di ignoranza: leggasi ignorante nel senso di colui che ignora, come imbecille nel senso di colui che imbelle) è la tecnica che nel regime italiota (ed in quelli sudamericani o nord-coreani) gli organi di stampa del potere attuano scientificamente per creare nemici e pericoli da dare in pasto al cittadino, che ha bisogno di sfogare il disorientamento causatogli dallo stato di coma farmacologico a cui è ormai ridotto.
Il problema dell'informazione italiana, come correttamente dice Giacomo Di Girolamo, direttore di Marsala.it, in questo video, non è la mancanza dei giornalisti, ma di "una componente fondamentale dell'informazione che è l'opinione pubblica". Ed ancora, c'è "un pubblico senza opinione, senza memoria". Anche di fronte ai fatti, alle prove della condotta sbagliata di chi si occupa della cosa pubblica, nella maggior parte dei casi, chi lo racconta non riesce a sollevare la benché minima reazione. Tutto è stato metabolizzato ed è ormai parte integrante della realtà quotidiana. E, pertanto, accettabile e sostenibile.
Ecco, questo è quanto mi sembra di riscontrare spesso negli italiani. L'importante, al limite, è che non vengano intaccati i propri piccoli diritti individuali. E paradossalmente, anche nelle situazioni in cui questo accade, l'italiano medio "fa spallucce" perché tanto "sono tutti uguali" o "è sempre stato così".
Per il resto assenza, apatia, insofferenza per l'impegno sociale (anche solo sul piano mentale, di pensiero) e totale abbandono all'ineluttabilità della situazione che stiamo vivendo.
Poi, però, (quasi) nessuno manca l'appuntamento delle elezioni, unico momento in cui ci si sente erroneamente "vivi", presenti e pensanti. Solo per ricadere puntualmente, subito dopo la fine della tornata elettorale, nel coma di sempre.


25 aprile 2009

MANUALE DI REGIME ITALIOTA

In un regime travestito da democrazia funziona così. Tutti devono ossequiare e sostenere il potere. Tutti coloro che esprimano anche solo un'opinione critica sull'operato di chi il potere lo detiene devono essere messi da parte, umiliati, tolti di mezzo.
E come, dato che questo sistema di governo si impone sempre in maniera subdola, si insinua come un virus che attacca lentamente e inesorabilmente, finendo per annullarle, le difese immunitarie del sistema democratico? Semplice. Servendosi di tutti i mezzi di propaganda disponibili per sferrare un'offensiva volta ad annichilire l'oppositore ed a trasformarlo nel pericolo pubblico numero uno, nella minaccia contro cui il bravo popolo deve fare causa comune stringendosi in un abbraccio solidale con il proprio leader carismatico, cui il buon cittadino aspira ed a cui vorrebbe assomigliare. Il cattivo, a seconda dei casi, può essere additato come "comunista" (in generale tutti gli oppositori politici, almeno se e quando ce n'è qualcuno), "spione" (cercare Genchi nell'ultima edizione del dizionario di regime), "fazioso" (ogni giornalista contestatore e non compiacente). Oppure si possono studiare, coniare ed introdurre nel linguaggio comune definizioni malignamente geniali come "giustizialista". Di completare l'opera si occupa la tradizionale e(d in)sana pratica del revisionismo.
Facciamo un esempio pratico: un magistrato osannato ed ammirato (pardossalmente anche da chi il potere adesso lo detiene) per le sue battaglie contro il malaffare e la corruzione nell'incancrenito sistema politico-economico del proprio paese negli anni Novanta, circa quindici anni dopo, di colpo, viene convertito nel diavolo, nel "boia che decapitò decine di teste" di innocenti cittadini. Scompaiono i fatti. E occhi distratti e memorie corte cancellano immagini e ricordi dei sacchi di soldi che questi "innocenti" avevano indebitamente accumulato. Dalla radiografia di quindici anni prima scompare, grazie ad un maldestro ma efficace ritocco grafico, il cancro che anni prima era visibilissimo. Lo stimato medico scopre di essere diventato il peggiore degli untori. Il ladro si veste da vittima. Il bene diventa male ed il male diventa bene.
Affinché la combustione interna della democrazia sia efficace, inesorabile ed apparentemente indolore è necessario, però, che l'azione di demolizione delle menti e di rieducazione del cittadino sia continua. Bene, questo è il compito dei tanti agenti di propaganda, pennivendoli e fedeli servitori di cui il potere si serve.
In Italia, per esempio, la "direttrice" de Il Giornale, Mario Giordano, risponde sempre "presente!" e si da tanto da fare per espletare al meglio le sue funzioni di "oggetto di regime". Per fortuna c'è ancora qualcuno che resiste.


17 aprile 2009

Il coro di glorificazione e le "note stonate"...

La libertà di espressione e di critica in Italia è una barzelletta.

Lo scorso 9 aprile, il direttore de "Il Giornale", Mario Giordano, interviene ad Annozero nella trasmissione dedicata al terremoto in Abruzzo. Nonostante in nessun passaggio vi siano state critiche alla Protezione Civile in quanto tale ma piuttosto si siano posti degli interrogativi seri sull'organizzazione della sua attività da parte dei responsabili territoriali e nazionali e sui continui tagli ai fondi ad essa destinati da parte di governi di destra e sinistra, Giordano ci tiene a definire "vergognoso" un servizio andato in onda poco prima. A me sembra un'evidente tentativo di screditare una forma di giornalismo critico e non compiacente dei poteri forti. Poi ovviamente ognuno si faccia la sua idea...



Il popolare vignettista Vauro, nella puntata "incriminata" di Annozero del 9 aprile, esprime il proprio punto di vista sulla tragedia in Abruzzo. Dopo questa puntata, il dg della Rai, Masi, lo sospende dando un altro grande esempio di censura all'informazione.



Infine, Michele Santoro apre la puntata del 16 aprile ringraziando i colleghi che hanno mostrato solidarietà nei confronti della sua trasmissione dopo le polemiche della settimana precedente e la sospensione di Vauro e poi si rivolge ai lettori de "Il Giornale". Marco Travaglio, nella sua tradizionale introduzione, evidenzia l'atteggiamento da "due pesi e due misure" della stampa, in particolare de "Il Giornale" di Mario Giordano, nel trattare la tragedia del terremoto e la seguente azione di governo in due distinte occasioni. Le stesse penne che, dodici anni fa in occasione del sisma in Umbria (governo di centro-sinistra), furono spietate ed ipercritiche, oggi producono invece "versi" di estatica ammirazione (quasi di "sapore fascista") e si mostrano intolleranti verso qualunque voce fuori dal "coro di glorificazione".


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