.
Annunci online

TheGianlucaTV
17 giugno 2009

Un uomo, un perché: Mario Giordano

Un uomo, un perché. Mario Giordano. Un po' pennivendolo, un po' comico, un po' maggiordomo, un po' avvocato difensore del Premier (uno dei tanti).
Direttore de Il Giornale capace di pubblicare, all'indomani delle elezioni Europee, una prima pagina dedicata al trionfo di Berlusconi che aveva, a dire del giornalista di regime, mandato tutti "a quel País". Ecco, nonostante il titolo, purtroppo per lui, la realtà dei fatti, che conosciamo sin dal giorno dopo le elezioni (proprio quando usciva la pagina celebrativa di Giordano), è che il Premier ed il suo partito registrano ed incassano una flessione (seppur contenuta sempre di perdita di consensi si tratta), che il PD continua la sua parabola discendente e che, al contrario, la Lega e lIDV sono più forti grazie ad un grande incremento di consensi.
Nel meraviglioso mondo di Mario Giordano (in cui Berlusconi è uno e trino), però, i segnali che arrivavano dai risultati parziali dello spoglio, già la sera di domenica 7 giugno, e che assumevano contorni molto concreti, evidentemente non avevano nessuna rilevanza. Il titolo gli sembrava bello e lui l'ha pubblicato lo stesso...quando si dice che limportante è crederci.
Ma fortunatamente lo scribacchino d'Arcore non si dedica solo a dirigere il quotidiano del suo padrone, no. Ogni tanto scrive anche dei libri, grazie a Dio. L'ultimo si intitola "5 in condotta - Tutto quello che bisogna sapere sul disastro della scuola". Lunedi 15 giugno, alla presentazione del libro, lui avrebbe voluto dirci cosa bisogna sapere sul disastro della scuola e per questo si era portato anche la ministra Gelmini e il Fedele Confalonieri...ma purtroppo gliel'hanno impedito quei "fascisti nel pubblico che sono il male del Paese" (leggasi genitori e soprattutto insegnanti dell'assemblea di Retescuole che esprimevano il loro profondo dissenso contro la distruzione della scuola pubblica ad opera della Gelmini). La dichiarazione di Giordano ai microfoni del TG5 (in pratica maggiordomi che si intervistano fra di loro) sulla vicenda è una battuta di una comicità che neanche i cinepanettoni di Natale potrebbero eguagliare: "Un paese in cui si pensa che Marx sia una barretta di cioccolato, in cui quando si parla di Tiepolo si pensa a uno dei sette nani ed in cui si crede che l'Infinito di Leopardi sia leopardare, merita 5 in condotta...". Poco prima aveva apostrofato come servi i contestatori. Loro.


17 febbraio 2009

CAPPELLACCI, LA SARDEGNA E L’INVASIONE DEI CLONI SFIGATI

Cappellacci è il nuovo Governatore della Sardegna. Il PD è stato pesantemente sconfitto (di nuovo). Gli esponenti del PDL riservano ai colleghi del PDmenoelle (mai definizione fu più azzeccata) battute di scherno. E come dargli torto? Il Partito Democratico perde ovunque, come una nave che lentamente, ma inesorabilmente, sta affondando. E con (de)merito, direi.

La vittoria di Cappellacci (chi???) in Sardegna fa parecchio riflettere. Intanto perché si tratta di una vittoria di regime, nel senso che la campagna elettorale è stata condotta in prima persona dal Presidente del Consiglio con mezzi di Stato e l’appoggio della stampa tutta, prona e compiacente come sempre. Silvio volava in Sardegna, parlava per ore alla folla, poi lasciava a Cappellacci (chi???) giusto quei quindici minuti ma “fai in fretta che dobbiamo andare”. Il TG5, per esempio, non più tardi di giovedi scorso lanciava un servizio “imparziale” sulle imminenti elezioni regionali. Il giornalista di regime in versione sarda intervistava Cappellacci (chi???) e poi “ queste sono, invece, le dichiarazioni del candidato del PD, Renato Soru…” con il “simpaticissimo” leader del centrosinistra sardo che declinava l’invito a rispondere alla domanda “voi cosa proponete per la Sardegna?” rimandando il tutto, semmai, a dopo la registrazione di una fantomatica trasmissione televisiva a cui si stava recando. Insomma, trappola mediatica nella quale Soru, portatore della ridicola arroganza tipica della sinistra perdente (D’Alema docet), si è buttato a pesce…

E poi c’è l’inevitabile considerazione sul carrozzone del Partito Democratico: un po’ dialogante, un po’ oppositore; un po’ cattolico, un po’ laico; spesso con Casini ma pochissimo con Di Pietro; inesorabilmente beccato con le mani nel sacco, ad inciuciare con i faccendieri a Napoli e poi pronto a fare l’occhiolino al Cavaliere su riforma della Giustizia ed intercettazioni. Insomma, gli esponenti del PD sembrano dei “cloni sfigati” di quelli del PDL. L’unica differenza (ed è davvero l’unica!) fra i due gruppi è che quelli vincono, questi invece perdono (sempre).


maggio        agosto
in evidenza

29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

chi sono
TheGianlucaTV
I libri per chiarelettere

I nuovi mostri
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

Italiopoli
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

prossimi appuntamenti
Tutti gli appuntamenti
archivio



Blog letto 1 volte
bacheca

Journalist Blogs - BlogCatalog Blog Directory Join My Community at MyBloglog! BlogItalia.it - La directory italiana dei blog TopOfBlogs