.
Annunci online

TheGianlucaTV
6 aprile 2011

Editore Grillo chiude canale YouTube per violazione copyright ma lui lo fa riaprire

 

La storia completa è a questo link: http://thegianlucatv.ilcannocchiale.it/2011/04/02/canale_youtube_chiuso_perche_l.html

Come detto, giovedì scorso, mi sembrava fantascienza che YouTube mi avesse chiuso il canale per il reclamo decisivo (il terzo ed ultimo) inoltrato da RCS Libri Spa (editore del libro/dvd tratto dallo spettacolo) in relazione al breve video che avevo girato ad ottobre del 2010 con un cellulare durante una delle date di "Beppe Grillo is back" di Milano!

Ebbene, dopo averglielo segnalato, lo staff di Grillo ha contattato la RCS che ha ritirato il reclamo ed il canale è stato riaperto!!! Grazie a Beppe Grillo ed ai suoi collaboratori per la grande coerenza dimostrata. I'M BAAAAACK!


2 aprile 2011

Canale YouTube chiuso perché l'editore di Beppe Grillo reclama copyright

Sono un video-blogger molto attivo da circa 6 anni ormai. Gestisco, lavoro (vero) permettendo (e bisognerà pur mangiare), un mio piccolo blog (www.thegianlucatv.ilcannocchiale.it) collegato direttamente alla mia passione di video maker amatoriale che, fino a poco tempo fa, riversavo su due canali YouTube: TheGianluca e TheGianlucaTV. Fino a poco tempo fa, appunto.
Di fatto, il canale TheGianlucaTV nacque qualche anno dopo rispetto al “fratello maggiore”, che invece era attivo dal 2007 circa. E la necessità di ricorrere ad un canale di scorta è facilmente spiegabile. In base ai contenuti che posti sul tuo canale, a volte, può capitare che l’azienda (potente) di turno, a cui i contenuti possono fare riferimento, inoltri a YouTube un reclamo per violazione del copyright relativamente ad uno specifico video caricato da uno specifico utente. A questo punto, in automatico, il sito di video-sharing più famoso del mondo disattiva la clip, ti invia una mail di avvertimento, minacciando la chiusura del canale in caso di raggiungimento del bonus di tre avvertimenti e ti invita, in caso di errore, a inviare una contro notifica.
Ovviamente ricevere una notifica di reclamo per violazione copyright oggi è particolarmente difficile. Soprattutto se carichi dei video recanti contenuti tratti da trasmissioni televisive. Per capirci, credo che solo Mediaset (che intentò una causa milionaria allo stesso YouTube) formalmente oggi non permetta agli utenti di caricare immagini tratte dalle proprie trasmissioni.
Per quanto mi riguarda, i miei video variano da montaggi a tema stile “blob” di spezzoni di trasmissioni tv a riprese che effettuo durante eventi di carattere politico o socio-culturale.
A marzo del 2009, però, dopo aver assistito allo spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio (del quale comperai in seguito anche il libro/dvd) su “TheGianluca” si abbatté il primo avvertimento. Il video di Travaglio della durata di 4/5 minuti che avevo registrato con un cellulare e che avevo postato su YouTube, secondo quanto scrittomi direttamente dall’editore (a cui chiesi spiegazioni che mi vennero cortesemente concesse) era “una violazione di copyright e un danno notevole all'editore/autore e distributore dell'opera nonché il produttore dello spettacolo che è attualmente in tournee in tutti i teatri d'Italia”. Ci fu una mia contro risposta in cui dicevo che stavo solo facendo pubblicità gratuita all’opera ed all’autore, che stimo ed apprezzo, alla quale il sig. Corvino obiettò che “saremmo felicissimi della promozione e diffusione di Promemoria in rete come consueto con un clip di 3 - 5 minuti come per legge è il diritto di cronaca”. Quando gli segnalai che il mio clip di fatto non superava i 5 minuti, la conversazione non ebbe seguito.
Ma mi dissi: ci può stare. Lui fa il suo lavoro ed ha tutto l’interesse a vendere il libro/dvd evitando la diffusione, un pezzo qui e un pezzo lì, dell’intero spettacolo su internet. E feci buon viso a cattivo gioco. Fu a quel punto che decisi di aprire un altro canale, per caricare quei contenuti per i quali non avevo la certezza assoluta di non violazione del copyright.
A dimostrazione della cura con cui seleziono i video da caricare, il secondo reclamo arrivò solo a giugno del 2010. Maria Vittoria Longhitano, la prima donna sacerdote ordinata in Italia, era stata intervistata da C6.tv, la web TV che racconta soprattutto Milano e Roma ma anche l’Italia in generale. In attesa di ottenere un’intervista esclusiva con Madre Maria Vittoria (che avrei poi regolarmente fatto e postato) scaricai la breve intervista realizzata da C6.tv e, senza alcuna variazione, con tanto di logo e riferimenti originali, la postai sul mio canale con l’intento di dare a quel documento la maggiore diffusione possibile (in rete il passaparola è fondamentale, secondo me). Nuovo reclamo, tentativo di dissuasione con e-mail di spiegazioni ma da C6.tv mi risposero picche (oggi siamo di nuovo in contatto, dato che sembra che la gestione del loro canale YouTube sia cambiata e che non si spieghino come e chi possa aver inoltrato un reclamo così esagerato a YouTube).
Alla prossima, però, mi avrebbero chiuso il canale…e qui arriva il bello. O il brutto, a seconda della prospettiva da cui si voglia guardare la cosa.
Su “TheGianluca” ho sempre caricato parecchi video di Beppe Grillo tratti da trasmissioni televisive (come Annozero, per esempio) o girati da me durante gli spettacoli a cui ho assistito dal vivo. Delle vere e proprie pillole su argomenti come le rinnovabili o la “politica alla gente” su cui mi sono sempre trovato d’accordo. Nel mio piccolo, con azioni concrete di partecipazione ed attivismo sociale e, ovviamente, anche di diffusione dell’informazione tramite i miei canali ed il blog, ho sempre sostenuto le idee ed il Programma portato avanti dal suo Movimento 5 Stelle che, a mio parere, è concreto, democratico ed innovativo. L’anti-politica per eccellenza, nel senso di opposizione e differenziazione rispetto alla politica tradizionale gestita dalla solita casta.
E postare su YouTube dei video su Beppe Grillo è sempre stato sicuro. Pensate a quello che c’è scritto a pagina 6 del Programma del Movimento, tanto per capirci: “L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. […] Le proposte: […] Abolizione della legge Urbani sul copyright” (che introdusse sanzioni per la condivisione di opere tutelate dal diritto d'autore anche senza alcuno scopo di lucro, con la correzione parziale di quest’ultimo dettaglio in seguito).
Ma soprattutto: qualcuno ricorda l’episodio della chiusura del canale del blog di Grillo da parte di YouTube il 25 settembre 2009 per un reclamo di violazione del copyright da parte di CBS, in relazione al post “Primarie dei cittadini 2.0: Stato e cittadini”, per il quale Casaleggio Associati, l'azienda che gestisce beppegrillo.it, aveva scelto di pubblicare su YouTube un sunto della puntata del Late Show di David Letterman nella quale era ospite Barack Obama? Ebbene, la mobilitazione dei lettori, me compreso, su richiesta del comico genovese, aveva fatto sì che il canale venisse riaperto (con la sola eliminazione del video “incriminato”).
Mi sembrava fantascienza, dunque, leggere giovedì scorso l’email standard di YouTube che mi annunciava che il mio canale youtube.com/TheGianluca era stato chiuso per il reclamo decisivo (il terzo ed ultimo) inoltrato da RCS Libri Spa in relazione al breve video che girai ad ottobre del 2010 con un cellulare durante lo spettacolo “Beppe Grillo is back” a Milano. La Rizzoli è l’editore del libro/dvd tratto dallo spettacolo ed ha pensato bene di far calare il sipario sul video e, di conseguenza, su tutto il lavoro e la passione che avevo riversato nel canale aperto nel 2007, che contava circa 500 video e quasi 900 utenti iscritti.
Direte: poca roba, e poi tu chi cazzo sei? Nessuno, appunto. È solo che di Beppe Grillo, al di là degli argomenti su cui posso essere di volta in volta d’accordo o meno, avevo sempre apprezzato l’estrema coerenza. Ed il bello è che, non solo andavo agli spettacoli, ma compravo anche i libri e i dvd per sostenere le sue iniziative!
Poi mi chiudono il canale perché il suo editore usa la mannaia del copyright su un video di scarsa qualità girato da un cittadino qualunque in un momento qualunque.
Ma, come diceva Sordi ne Il marchese del Grillo (mai omonimia fu più adeguata all’argomento), “io sò io e voi nun siete ‘ncazzo”. E le regole per “chi non è un cazzo” valgono sempre di più, in qualsiasi aspetto della vita.

***AGGIORNAMENTO 02/04/2011 - Ricevo breve ma importante risposta dallo staff Grillo a cui avevo scritto: "Contatteremo la RCS al più presto. Staff Beppe Grillo"

***AGGIORNAMENTO 05/04/2011 - Lo Staff Grillo ha contattato la RCS che ha ritirato il reclamo ed il canale è stato riaperto!!! Grazie a Beppe Grillo ed ai suoi collaboratori per la grande coerenza dimostrata. I'M BAAAAACK!


17 ottobre 2008

Incendio doloso distrugge Palazzo Industriale a Praga.

 Partiamo dalla fine. Mi trovo a Praga per lavoro, la partecipazione ad una fiera per conto dell'azienda di cui sono dipendente. Stamattina, appena sveglio, ho ricevuto un sms dal partner con cui stiamo prendendo parte all’evento, che recitava testualmente:  “Caro Gianluca, ho delle notizie veramente brutte.  La location che ospitava il nostro stand in fiera è stata completamente bruciata. Chiamami immediatamente”.

Dopo la telefonata ho ricollegato tutto. Ieri sera, il tassista che mi stava riaccompagnando in albergo, mi raccontava di un incendio che, qualche ora prima, aveva distrutto un importante edificio di Praga, specificando che in quell’edificio vi erano anche gli uffici di una facoltosa famiglia molto conosciuta in città, il cui rampollo era stato assassinato solo una settimana prima. Insomma sembrava un regolamento di conti in perfetto stile mafioso. Sconoscevo, allora, che l’edificio in questione fosse proprio quello in cui avevo lavorato durante il giorno.

Secondo il sito della BBC e ceskenoviny.cz, l’ala sinistra del Palazzo Industriale, costruito in Art Nouveau nel diciannovesimo secolo,  sede di importanti eventi fieristici internazionali (come quello in cui stavo lavorando, appunto) è stata completamente distrutta da un incendio scoppiato ieri intorno alle 19 e domato dai vigili del fuoco solo verso le 21.

L’intero polo fieristico, compreso il Palazzo Industriale, è affittato dall’azienda Incheba, il cui direttore è Vaclav Kocka, amico del leader dell’opposizione socialdemocratica (CSSD), Jiri Paroubek. 

Il figlio di Kocka è stato ucciso la settimana scorsa da un altro uomo d’affari durante un party organizzato dallo stesso Paroubek. Pare che un altro figlio di Kocka, Jan, abbia confermato che l’incendio è stato deliberatamente provocato per colpire la parte dell’edificio in affitto alla sua famiglia e sede degli uffici della loro azienda. Di contro, l’avvocato Josef Lzicar, che rappresenta la famiglia nel caso dell’assassionio di Kocka Jr, ha affermato di non sapere nulla dell’interpretazione del sinistro (un ulteriore attacco ai loro danni) data dai suoi assistiti. Il sindaco di Praga, Bem, si è detto „spaventato e preoccupato“ da una tale ipotesi.

Quello che è certo è che gli investigatori sembrano aver trovato evidenza della dolosità dell’incedio, sulla quale rimangono ormai pochissimi dubbi.

Il Palazzo Industriale rappresenta un grande patrimonio architettonico della città di Praga e già si parla di ricostruire l’ala sinistra andata in fiamme, della quale rimangono adesso solo le mura perimetrali. Si sono salvate invece la parte centrale e l’ala destra.

Il Palazzo Industriale, per 41 anni fino al 1989, fu la sede dei congressi del Partito Comunista Cecoslovacco.
Le immagini dell’incendio a questo link: http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/7675229.stm

9 settembre 2008

Io sono fiero di essere siciliano...io mi vergogno di essere siciliano

Quest'estate ho avuto modo di passare più tempo del solito nella mia terra, la Sicilia. Forse non l'avevo notato o forse si è da poco sviluppata questa tendenza ma tutte le zone turistiche dell'isola offrono dei gadget che sponsorizzano un fenomeno per cui abbiamo, ahimé, fama internazionale: la mafia.

Immaginiamo questa situazione. Sono un turista straniero (ma anche italiano andrebbe bene), vado in Sicilia in vacanza. Faccio il bagno in uno dei tanti bellissimi pezzi di costa, mangio una granita con brioche, godo delle molte bellezze artistiche che questa regione possiede e magari decido di comprare un souvenir da portare a casa mia. Mi avvicino a una bancarella e posso scegliere fra la maglietta del Padrino, quella dell'omino con la lupara oppure quella del "non vedo non sento non parlo". Poi se guardo meglio, fra le altre cose, trovo anche il carretto siciliano o la trinacria.

Ma la mia attenzione, così imbevuta di notizie di cronaca nera, di storie malavitose e di film su gangster americani, ormai si concentra solo su quello. E' la realizzazione delle mie fantasie: sono in una terra di mafia e posso portare a casa un trofeo, testimonianza ed espressione di una cultura evidentemente comune e comunemente accettata e procrastinata.
Insomma che la Sicilia sia mafia e che tutti i siciliani siano mafiosi è proprio vero. Compro uno dei suddetti souvenir e quando tornerò a casa potrò raccontare ai miei amici le storie di queste genti e questi luoghi che ho osservato con la lente del pregiudizio. E d'altronde, se loro stessi mi vendono quest'immagine, il rischio di essermi sbagliato non c'è. Anzi direi che la riconoscono e ne vanno fieri.

Vedo un distinto signore passare per strada: mafioso. Vedo un ragazzino in bicicletta: sicuramente un piccolo delinquente pronto a rubarmi il portafogli. Vedo una donna fare la spesa: moglie di un mafioso. Mi sembra di essere in un film.
Ora, vendere le proprie vergogne sarà forse redditizio ma è certamente triste. Una T-shirt del Padrino, con quel bel profilo di Marlon Brando, vende più di una maglia di Falcone o Borsellino, no? Quindi piuttosto che spiegare a chi viene a trovarci con quella convinzione che non siamo tutti mafiosi, che c'è gente che rischia la vita o è morta per lottare contro la mafia, preferiamo metterci tutti la maschera da mafioso e venderci come delle puttane prive di dignità.

"Io sono fiero di essere siciliano...io mi vergogno di essere siciliano"


4 settembre 2008

Dottore...mi sto scongoogolando, che faccio??

Siete nervosi e stressati perchè la connessione a internet non è immediata? Avete crisi isteriche se rimanete lontani da Google per più di 3 nano secondi? Nessuna paura, si chiama Scongoogolamento, ha già colpito il 44% dei Britannici e un altro 27% si prepara ad esserne affetto. 
 
Che la nostra generazione sia sempre più dipendente da internet e dalle nuove tecnologie ormai è cosa nota e (purtroppo) non sorprende più assistere a scene di panico per mancanza di campo o incontrare coppie alle prese con telefonate o sms...ognuno per fatti suoi, ovvio.
Ma la notizia uscita ieri su Reuters (http://it.reuters.com/article/internetNews/idITCIA15025820080901) mi ha lasciato senza parole.

Dal sondaggio emerge che il 76% dei britannici non potrebbe vivere senza Internet, il 19% spende in media più tempo online che con le loro famiglie e il 47% pensa che nella vita Internet sia più importante della religione.
 
Ora, non voglio propinare sondaggi e percentuali in stile Berlusconi, però questi numeri devono far riflettere: può davvero un mezzo (seppur bellissimo e utilissimo) come internet annullare l'esistenza di qualcuno e diventare più importante della famiglia e di Dio? Ma soprattutto...perchè questo succede?
 
Forse prendere una boccata d'aria fresca ogni tanto non farebbe male a nessuno, e se compaiono i sintomi da scongoogolamento beh...pazientate ancora un attimo, gli studiosi sono alla ricerca di una terapia e sicuramente qualche casa farmaceutica è già pronta a produrre un antidepressivo ad hoc.
Meditate gente...meditate

Inviato da Marica

1 settembre 2008

SANITA' PUBBLICA, INTERESSI PRIVATI

 In Italia l'attesa per un esame specialistico è spesso lunghissima. Talmente lunga che rischi di dimenticartene.
Devo fare una risonanza magnetica, ho l'impegnativa del mio medico di base ma, dalle prime informazioni raccolte, pare che mi debba mettere l'animo in pace ed attendere tempi migliori. C'è chi parla di mesi. Pare che, per esempio, alcuni ospedali di Milano abbiano delle liste d'attesa di un anno e mezzo.
Ora mi chiedo: se ho un problema fisico che col tempo potrebbe solo peggiorare, che dovrei fare da qui a un anno e mezzo? Rischiare un'evoluzione negativa del problema e magari arrivare troppo tardi per una soluzione più semplice? O stare preventivamente fermo fino a quando farò l'esame e poi magari scoprire che in realtà non era così grave?
E questo ovviamente non dovrebbe valere per quelle patologie gravi che necessitano di un'azione urgente. Infatti mi auguro e spero che non sia la stessa cosa per i malati di cancro o di malattie affini che richiedono un abbattimento dei tempi d'attesa dato che la posta in gioco è ben più alta.
Che sia una questione di vita o no, comunque, ad uscirne con le "ossa rotte" sono sempre i poveri pazienti. Di fatto, ormai si ricorre sempre più spesso a centri e a medici privati per non cadere negli abissi di attesa a cui il degente viene condannato dalla sanità pubblica.
Risultato analogo si ottiene spesso quando ci si deve sottoporre ad un intervento chirurgico. Ricordo che per un'operazione ai legamenti del ginocchio, nel 2003 dovetti farmi visitare privatamente dallo specialista, pagare profumatamente le varie sedute di controllo e poi fui inserito nelle liste dell'ospedale in cui lo stesso medico mi operò. Ovviamente avrei potuto attendere. Non avreio pagato alcuna visita privata e mi sarei messo pazientemente in fila, ma il mio ginocchio non sarebbe stato molto d'accordo. Dover ricorrere al privato (e pagarne anche le salate fatture) per poter usufruire più velocemente di un servizio pubblico. Sembra un controsenso ma è così che funziona.
Altro esempio. Un mio amico ha dei calcoli ai reni, credo. Fra un esame e l'altro dovrà spendere circa 600€. Altrimenti potrebbe anche mettersi in lista d'attesa e sperare che non succeda nulla prima. Naturalmente il mio amico ha già iniziato a pagare e fare privatamente gli esami necessari.
E chi non può pagare? Mi chiedo se non sia il caso di pensare seriamente a una soluzione per evitare un paradosso del genere. Se è ancora vero che prevenire (o intervenire subito) è meglio che curare (quando ormai la situazione è grave o irrecuperabile), ovvio.



5 agosto 2008

SHAME ON US

  I'm really ashamed of my country. Everyday more.
I kwow Italy has always been a place full of contraddictions but still I can't accept it.
I can't accept the easy it seems to live in immorality, looseness and illegality.
I know that if Berlusconi won again after only two years he was sent back home (was he?) by voters sick and tired of the very personal use he did of politics, it is because in Italy people seem to have very short memory. We are the country of "rehabilitation" but still I can't accept it.
Press, tv, journalists, everyone bows down to the power. No criticism, no rebellion to the destruction of the Rule of Law, no indipendent thinking or acting. This is my country. This is the modern "Berlusconism dictatorship".
In this picture, then, it is easy to understand the "Lodo Alfano", a bill which represents a "response to the need of those in the highest positions of state to work in serenity" as the (In)Justice Italian minister stated.
Then there's the mess-up of the last financial law which basically takes away from the workers the right to sue their company when it doesn't guarantee them with regular contracts as the law states. Basically, if before a company didn't give the worker a permanent contract after a certain period of fixed-term employment and he still worked under this kind of contract beyond the time limit stated by law, he could ask to the court for a permanent employment and the company was forced to give it to him. With the new financial law the only thing that the company is forced to do is just paying a fine corresponding to the salary of the worker for a period from two to six months. Question: who the hell is going to refuse to pay a stupid fine when you're not forced to guarantee a permanent contract to you employee anymore? Another question: who the hell is going to tell the court he's working under fixed term beyond the time limit knowing that he can be released on the spot by the company if he does that?
And the list is longer and longer, every damn day more. Like someone said, "I feel disgusted, angry, sick. But not of those wirepullers of my raped country, I'm sick of ourselves who don't go to throw our rage up their expensive shoes!".

ottobre       
in evidenza

29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

chi sono
TheGianlucaTV
I libri per chiarelettere

I nuovi mostri
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

Italiopoli
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

prossimi appuntamenti
Tutti gli appuntamenti
archivio



Blog letto 1 volte
bacheca

Journalist Blogs - BlogCatalog Blog Directory Join My Community at MyBloglog! BlogItalia.it - La directory italiana dei blog TopOfBlogs