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27 ottobre 2008

L'Italia che temo ed il Malvagio.

 Messaggi semplici, anche al limite dell'inverosimile, che colpiscano l'immaginario comune e ne orientino gli andamenti emotivi e le preferenze.
Ecco spiegato perché Berlusconi ha il 73% (forse è troppo pompata come cifra ma anche dieci punti in meno non sminuirebbero l'importanza del dato) dei consensi e Veltroni ed il PD invece siano invisi a molti.
Come diceva Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista, "ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità". E Berlusconi, da uomo di televisione e marketing qual è, questo lo sa bene. Per contrastare efficacemente questa tendenza, l'opposizione dovrebbe, usando la stessa tecnica, smentire le affermazioni del Premier e dei suoi smontando puntualmente tutte le bugie che giornalmente vengono sbandierate sui mezzi di informazione di massa. Un po' come fece di Pietro, con non poche difficoltà, a Porta a Porta, quando riuscì a spiegare ai milioni di zombie che popolano l'audience del programma di Vespa che il Presidente del Consiglio non era uscito sempre assolto dai suoi processi, come lui invece amava ripetere, anzi!
Beh, stamattina ho appreso, sulla scia delle dichiarazioni di maggioranza ed opposizione sulla manifestazione di sabato organizzata dal PD (magari ce ne fosse una al giorno!) che, dopo avergli dato per lungo tempo del "giustizialista", il nuovo slogan ufficiale di Berlusconi per definire Di Pietro è "un uomo malvagio che sbraita" e che, ai tempi di Mani Pulite, "ha rovinato la vita di una quindicina di persone che non dovevano neanche essere processate".
Il fatto che un uomo politico dia del "cattivone" ad un altro, a un'analisi superficiale della cosa, sembra una definizione ridicola che neanche all'asilo verrebbe usata. Ma è solo lo specchio dell'Italia che Berlusconi sta plasmando. Una sua proprietà da amministrare e gestire con azioni precise e concetti chiari, nessuna complicata iperbole verbale. Leggi e provvedimenti ad personam. Divisione netta fra dove, ipoteticamente, starebbe il male e dove starebbe il bene. E funziona!
Ora, di fronte ad affermazioni del genere, io non rido più. Al contrario, temo. Chi rappresenta un impedimento per il potere, deve essere tolto di mezzo, in qualunque modo. Le parti si invertono. Chi parla di giustizia e si adopera affinché si ponga un freno allo scatafascio morale dei nostri governanti e della nostra società è un malvagio. Chi invece usa il potere a suo piacimento ed ormai tiene in mano il paese, in una subdola dittatura che non potrà che evolvere in senso negativo, è "quello bravo" e si prende i consensi di gran parte degli italiani, scimmiette addomesticate o furbi sciacalli, poco cambia.
Il potere è legittimato dai consensi, è vero, ma anche i regimi dittatoriali all'inizio lo sono sempre stati. Ecco, io ho davvero paura che prendere sotto gamba adesso questi segnali sia pericolosissimo. La manifestazione di sabato scorso e le proteste della scuola e dell'università, in quest'ottica, sono importantissime. Ma ce ne dovrebbero essere di più. E soprattutto ci dovrebbero essere segnali più forti da coloro che attualmente hanno i mezzi per contrastare Berlusconi e la sua maggiornanza. In Parlamento. Nelle piazze.
Se il Premier afferma che manderà l'esercito contro i manifestanti, bisogna subito fargli capire che, se lo facesse, gli si scatenerebbe contro l'inferno. In maniera pacifica e democratica, almeno fino a quando la linea non sarà superata. Altrimenti, domani, potrebbe succedere che determinate dichiarazioni di intenti non verranno più smentite, magari addossando la colpa ai giornalisti rei di aver frainteso, ma si passerà ai fatti. E sarà troppo tardi quando ci risveglieremo dal coma farmacologico a cui siamo stati ridotti.
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