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APICELLA VA, KAKA RESTA

Vediamo se ho capito bene.
- L'inchiesta “Why not” viene avocata all'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, che viene trasferito.
- Il Procuratore Generale di Salerno, Luigi Apicella, decide di indagare sulle modalità e sulle cause che hanno portato a questa decisione e dispone il sequestro degli atti. Ovviamente, essendo Salerno competente ad indagare su Catanzaro, tutto è perfettamente legittimo.

- A questo punto, però, Catanzaro reagisce e comincia ad indagare, a sua volta, su Salerno. Insomma le procure “si indagano a vicenda”. Ma il problema è che, in realtà, Catanzaro non potrebbe indagare su Salerno perché su quest’ultima è la procura di Napoli ad essere competente.
- Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ad ogni buon conto focalizza la propria attenzione solo su Apicella.
Ad Alfano tutto il resto non interessa. De Magistris ha torto a prescindere e se Apicella prova a far luce sulla vicenda (e magari scopre anche che De Magistris potrebbe avere ragione), allora anche il Pg di Salerno va cacciato per “assoluta spregiudicatezza, mancanza di equilibrio e atti abnormi nell’ottica di una acritica difesa del PM De Magistris con l’intento di ricelebrare i processi che sono stati a lui avocati”. Che tradotto in termini pratici significa non aver fermato, ed anzi aver appoggiato, una valida indagine dei suoi sostituti, Nuzzi e Verasani.

- Quattro indagati fanno ricorso al Tribunale del Riesame di Salerno per chiedere l’annullamento del decreto di perquisizione. Il ricorso, meraviglia delle meraviglie, viene respinto.
- Ma ormai i dado è tratto. E’ solo questione di tempo. Alfano tuona: sospendetelo e toglietegli lo stipendio! Trasferite i suoi sostituti! E puntuale come un orologio svizzero, arriva la decisione della Sezione disciplinare del Csm di sospendere dalle funzioni e dallo stipendio il Pg di Salerno Luigi Apicella e di trasferire 4 pm.

L’associazione familiari vittime della mafia, per bocca del presidente Sonia Alfano (che con il “brillante” ministro condivide, suo malgrado e fortunatamente, solo il cognome) valuta come con questa mossa il Csm abbia “scritto una delle pagine più nere della recente storia italiana”.

Almeno Kaka è rimasto al Milan e non è stato “trasferito” al Manchester. Non si possono tenere tutti, no? A qualcuno bisognava pur rinunciare…

Pubblicato il 20/1/2009 alle 18.5 nella rubrica attualità.

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