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Il "Grande Fratello” della vita e della morte

Favorevoli e contrari.
Tifoserie da stadio fuori dalla clinica che si insultavano a vicenda.
Politici indaffarati in aula a dibattere su vita e morte, con le loro false espressioni di cordoglio, convinti di avere in tasca la giusta soluzione.
Televisioni morbose e ammorbanti.

Questa era la cornice in cui si è spenta due giorni fa la ragazza che era in coma da quasi vent’anni.

Ed ancora favorevoli e contrari. Tifoserie da stadio in lacrime (per due ragioni diametralmente opposte ma comunque in lacrime) fuori dalla clinica, adesso furiose l’una verso l’altra. Politici in aula che, dopo il patetico minuto di silenzio (finalmente dopo tante chiacchiere!), si scatenano in riprovevoli accuse reciproche (“assassini” gli uni, “opportunisti” gli altri). Programmi televisivi che partono a raffica, tutti uguali, per raccogliere le ultime gocce di dolore e tristezza di cui questa storia è pervasa.

Ma a chi importava davvero?
Alle alte sfere cattoliche? No, loro si limitano all’osservanza cieca dei loro dogmi, a cui invitano sempre e comunque i fedeli, incuranti ed insensibili verso il mondo e la società che li circondano e che ormai sembra si trovino su un altro pianeta rispetto a quello in cui è atterrata la Madre Chiesa.
Ai politici, forse? Si è detto fin troppo sulla violenza che questi poveracci (con a capo il Presidente del Consiglio e le sue deliranti affermazioni dei giorni scorsi) hanno usato nei confronti della povera vittima (tale è, purtroppo). Non voglio aggiungere altro, se non che forse nessuno in passato aveva osato tanto pur di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica (o di quel poco che ne rimane) dallo smembramento sistematico di un Paese, delle sue istituzioni e delle sue leggi.

Questa storia è diventata il diversivo del momento, lo slogan da sbandierare, la notizia da gettare in pasto agli ascoltatori morbosi per nascondere e far dimenticare alla svelta la riforma del codice penale in materia di intercettazioni e libertà di stampa. Mattoni di democrazia disintegrati.

Adesso, dopo l’indegna caciara, forse un po’ di silenzio potrebbe dare un barlume di recuperato decoro ad una società che, ahimé, sembra animarsi ed interessarsi solo a storie morbose in questo continuo coma da Grande Fratello in cui è ridotta.

E che la povera ragazza riposi in pace.

Pubblicato il 11/2/2009 alle 14.31 nella rubrica attualità.

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