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Un uomo, un perché: Mario Giordano

Un uomo, un perché. Mario Giordano. Un po' pennivendolo, un po' comico, un po' maggiordomo, un po' avvocato difensore del Premier (uno dei tanti).
Direttore de Il Giornale capace di pubblicare, all'indomani delle elezioni Europee, una prima pagina dedicata al trionfo di Berlusconi che aveva, a dire del giornalista di regime, mandato tutti "a quel País". Ecco, nonostante il titolo, purtroppo per lui, la realtà dei fatti, che conosciamo sin dal giorno dopo le elezioni (proprio quando usciva la pagina celebrativa di Giordano), è che il Premier ed il suo partito registrano ed incassano una flessione (seppur contenuta sempre di perdita di consensi si tratta), che il PD continua la sua parabola discendente e che, al contrario, la Lega e lIDV sono più forti grazie ad un grande incremento di consensi.
Nel meraviglioso mondo di Mario Giordano (in cui Berlusconi è uno e trino), però, i segnali che arrivavano dai risultati parziali dello spoglio, già la sera di domenica 7 giugno, e che assumevano contorni molto concreti, evidentemente non avevano nessuna rilevanza. Il titolo gli sembrava bello e lui l'ha pubblicato lo stesso...quando si dice che limportante è crederci.
Ma fortunatamente lo scribacchino d'Arcore non si dedica solo a dirigere il quotidiano del suo padrone, no. Ogni tanto scrive anche dei libri, grazie a Dio. L'ultimo si intitola "5 in condotta - Tutto quello che bisogna sapere sul disastro della scuola". Lunedi 15 giugno, alla presentazione del libro, lui avrebbe voluto dirci cosa bisogna sapere sul disastro della scuola e per questo si era portato anche la ministra Gelmini e il Fedele Confalonieri...ma purtroppo gliel'hanno impedito quei "fascisti nel pubblico che sono il male del Paese" (leggasi genitori e soprattutto insegnanti dell'assemblea di Retescuole che esprimevano il loro profondo dissenso contro la distruzione della scuola pubblica ad opera della Gelmini). La dichiarazione di Giordano ai microfoni del TG5 (in pratica maggiordomi che si intervistano fra di loro) sulla vicenda è una battuta di una comicità che neanche i cinepanettoni di Natale potrebbero eguagliare: "Un paese in cui si pensa che Marx sia una barretta di cioccolato, in cui quando si parla di Tiepolo si pensa a uno dei sette nani ed in cui si crede che l'Infinito di Leopardi sia leopardare, merita 5 in condotta...". Poco prima aveva apostrofato come servi i contestatori. Loro.

Pubblicato il 17/6/2009 alle 14.1 nella rubrica politica.

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