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Woodstock 5 Stelle: la rivoluzione di Grillo

Si respirava aria buona ieri a Cesena. Aria di una grande presa di coscienza civile. Qualche mese fa lessi dell’idea di Beppe Grillo di organizzare Woodstock Cinque Stelle, un festival con musica ed ospiti illustri che avrebbero trattato temi come ambiente, energie rinnovabili, acqua pubblica, raccolta differenziata, wi-fi pubblico e gratuito. Decisi sin da subito che avrei partecipato.
In tutto questo periodo di attesa, però, le mie aspettative, per quanto positive, erano limitate ad un evento stile V-Day, cioè un’occasione di partecipazione civile e di confronto su contenuti importanti purtroppo limitata a quella mezza giornata. Una sorta di positiva scossa alle coscienze con scarsi effetti continuativi.
Insomma i V-Day mi sembravano una casa potenzialmente bellissima, la cui costruzione però si è fermata alle fondamenta perché improvvisamente sono venute a mancare le risorse per continuare e la voglia di lavorare di gran parte degli operai. Al contrario, con Woodstock Cinque Stelle è stato costruito (rigorosamente con materiali ecosostenibili) un bellissimo palazzo che deve e può essere migliorato e rifinito. Ma stavolta la materia prima non manca e ci sono tantissimi volontari pieni d’energia pronti ad apportare il proprio “mattoncino”.
La mia partecipazione si è limitata solo alla domenica per motivi personali ma sono orgoglioso e felicissimo di essere riuscito a raggiungere l’ippodromo di Cesena, che durante lo scorso weekend è stato meta di cittadini di tutte le età, incluse famiglie ed anziani. Ma la cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la presenza di tantissimi ragazzi di 18-20 anni. Sì perché, lo ammetto, probabilmente per una sorta di sfiducia o conflitto fra generazioni (io sono un trentenne), ma anche per gli esempi pratici da “reality show e bella vita” di cui spesso mi capita di essere testimone, ho sempre avuto qualche riserva sul livello di interesse per il proprio futuro dei ragazzi di quell’età. Ieri le mie perplessità si sono trasformate in speranza.
Sul palco della nuova Woodstock si sono alternate le performance di gruppi più o meno famosi e le testimonianze, dal vivo o filmate, di oratori e specialisti di rinnovabili, acqua, economia, ambiente, informazione. C’era persino una parlamentare islandese, Birgitta Jonsdottir, eletta grazie alla rete che nel suo Paese (l’Islanda si è recentemente candidata a diventare il Paradiso del Web) gode di una situazione legislativa e di diffusione radicalmente opposta alla nostra. Ho avuto anche modo di scambiare due chiacchiere con lei. “Questa manifestazione è bellissima, spero però che sempre più gente possa prendere coscienza dell’importanza di certi temi…” le ho detto. “Ma siete tantissimi e ci sono tanti semi piantati…”, è stata la sua risposta. Che è anche la speranza di tutti.
Sul palco della due giorni di “Pace, musica e futuro” c’era ovviamente anche il promotore. Grillo interveniva ogni tanto, con la consueta ironia e verve per chiarire alcuni concetti sulla natura e le intenzioni del Movimento: “la democrazia in Italia non c’è più, noi siamo un movimento di proposte”, “siamo i pazzi della democrazia”, “siamo i veri rivoluzionari, andremo in Parlamento”.
E gli argomenti trattati sul palco hanno avuto anche la loro immediata applicazione concreta. Per esempio, la minuziosa organizzazione messa in atto per riciclare tutti i rifiuti (non c’era una sola cartaccia sul prato), oppure  la possibilità di bere l’acqua da un serbatoio collocato apposta in uno dei punti del parco. Ed ancora, negli appositi punti di ristoro, venivano preparati e venduti solo prodotti locali. Mentre constatavo, meravigliato, con quale semplicità e, nel contempo, successo certe cose si possano mettere in pratica e ripetevo a me stesso “ma allora si può fare”, mi sentivo in pace con la purezza della natura.
Nel migliore dei casi, i detrattori di Grillo lo accusano di essere “l’antipolitica” perché il Movimento non è disposto a scendere a compromessi con nessuno schieramento (“non siamo né di destra né di sinistra, noi siamo sopra”), ma lui risponde di essere pronto ad allearsi “solo con i cittadini” perché “i partiti sono morti, noi siamo vivi, siamo idee che viaggiano”. Un invito finale il comico genovese lo fa a coloro che sono stanchi di questa politica, che a causa del denaro “è diventata merda”, ma scettici: data la pessima realtà in cui viviamo, con i soliti noti che ci rubano il futuro da decenni, “perché non provare a cambiare? Cosa avete da perdere?”.

Pubblicato il 27/9/2010 alle 18.7 nella rubrica politica.

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